Colpo di scena per la crescita dell’attività economica nella zona euro, che oggi ha deluso le aspettative del mercato con la diffusione di alcuni indici che, anziché confermare le letture preliminari, hanno mostrato livelli lievemente più bassi. Nel dettaglio, l'indice sul Pmi composito definitivo di gennaio ha segnato 52,9 punti, rispetto ai 53,2 delle indicazioni flash; l'indicatore è risultato comunque in rialzo dal dato precedente e sui massimi da due anni e mezzo. Analoga sorte per l’indice sul settore dei servizi, in flessione da 51,9 punti a 51,6; fa eccezione l’Italia che ha registrato un miglioramento, con il dato in rialzo da 47,9 a 49,4 punti, oltre gli attesi 48,6 punti. Nel complesso i dati Pmi relativi all’Eurozona si sono mantenuti sopra quota 50 punti e questo lascia pensare che i programmi della Bce per la riunione mensile di politica monetaria di domani non subiranno modifiche in risposta alla pubblicazione degli indici macroeconomici; il consenso degli esperti ritiene inoltre che l’Eurotower potrebbe decidere di non intervenire, nonostante il rallentamento della dinamica dei prezzi nella zona euro. Allarma maggiormente il dato sulle vendite al dettaglio in Europa, che a dicembre si sono mostrate in decisa flessione: dopo un incremento dello 0,9% a novembre, le vendite si sono contratte dell’1,6% su base mensile e dell’1% su base annua. Tuttavia, il buon andamento della fiducia dei consumatori a gennaio lascia sperare in una possibile accelerazione dei consumi.
Ancora dati contrastanti dagli Stati Uniti, con gli operatori in attesa dei non farm payroll di domani: mentre l'indice Ism servizi a gennaio è cresciuto più delle attese, salendo a 54 punti, la stima Adp sui posti di lavoro nel settore privato si è attestata su livelli più bassi del previsto.
Il mercato del debito dell’Eurozona si è mantenuto stabile nel corso della seduta. Il decennale italiano prezza un rendimento del 3,77%, in leggero calo: l’Italia avanza a piccoli passi, posizionandosi così a 213 centesimi dal Bund. In leggera flessione anche il tasso retributivo del titolo di Madrid pari al 3,65%, con lo spread Bonos-Bund che tornare a sfiorare quota 200, chiudendo a 201 basis point.
Sul mercato primario invece l’agenzia del debito tedesca ha assegnato 3,279 miliardi di euro di Bobl, con scadenza a 5 anni. Il rendimento medio è stato dello 0,63%, in calo dallo 0,90% del precedente collocamento, mentre il Bid-to-cover si è mantenuto pari a 1,7; la Bundesbank ha trattenuto, per ragioni di mercato, 721 milioni di euro dei 4 miliardi previsti.
Sul MOT, i titoli di Stato più trattati si confermano quelli a lunga scadenza, che conducono gli scambi in positivo; in vetta il BTP-1FB37 4%, in progresso dello 0,25%, seguito dal BTP TF 4,50% MZ24 EUR e dal BTP TF 4,75% ST44 EUR. La migliore performance è invece del CCT con scadenza nel 2016 CCT TF 3% DC16 EUR, che incassa ben l’1,92%. I titoli peggiori sono gli indicizzati all’inflazione BTPI-15ST14 2,15% e BTPI-15ST16 2,1%, che subiscono cali nell’ordine di qualche frazionale. Fra i titoli del debito corporate, in testa ai più scambiati e per controvalore si riconferma lo zero coupon bond CENTROB-98/18 ZC, in progresso dello 0,16%. I migliori realizzi sono invece di BIM-IMI-24EU F& ZERO (+1,67%) e BARCLAYS SCUDO GN25 15Y 10,5INV FL FLOOR (+1,39%), mentre fra i peggiori si classificano UBS LG14 CLASSICA FIXED RATE SC TRY (-3,06%) e BEI-05/20FIXINDEXLIN (-1,87%).