Dopo l’ascesa di giovedì, i rendimenti dei bond europei hanno chiuso sui livelli precedenti, in un finale di settimana ricco di dati macro. Le cifre sull’inflazione dell’Eurozona hanno mostrato piccoli miglioramenti, ma i dati risultano ancora deboli rispetto agli standard del passato, facendo pressione sull’eventuale potenziamento del Qe da parte della Bce. Il tasso del Bund decennale si è attestato in lieve ribasso allo 0,52%, mentre i periferici hanno registrato un moderato rialzo: il rendimento del Btp a 10 anni ha chiuso all’1,49% e quello del Bonos decennale all’1,68%. I differenziali si sono così allargati con il Btp/Bund a 96 pt e Bonos/Bund a 115 pt. Sul fronte macro, quindi, dati positivi per la disoccupazione italiana, che continua a seguire il trend in discesa: i dati Istat relativi al mese di settembre evidenziano un calo di 0,1 punti percentuali all'11,8%. Da evidenziare il decremento del tasso di disoccupazione giovanile dello 0,2% mensile, che si è attestato al 40,5%. Positivo anche il dato dell’Eurozona, pari al 10,8% a settembre, sui minimi da gennaio 2012. Il numero totale di disoccupati dell’area euro, sempre nel mese di settembre, è diminuito di 131.000 unità e l'inflazione ad ottobre è rimasta invariata a livello annuale, in miglioramento rispetto al -0,1% a/a di settembre, ed in linea con il consenso degli economisti. Buono spunto invece del Pil spagnolo, che è cresciuto dello 0,8% nel terzo trimestre su base congiunturale, dopo un rialzo dell'1% registrato nel secondo trimestre. Il rendimento del Treasury tratta in chiusura in leggero calo al 2,16%, dopo che a settembre le spese per consumi Usa sono cresciute al passo più lento da gennaio. (riproduzione riservata)