La positività sui mercati finanziari vista mercoledì è stata solo una breve illusione. La giornata è stata caratterizzata da forti acquisti sui beni di rifugio come Oro (1.247 l’oncia) e Bund tedesco a 10 anni, il cui rendimento è scivolato allo 0,16%, e si avvicina ai livelli dello scorso aprile (0,07%). Rispetto allo scorsa primavera vi è però una forte differenza: allora i titoli tedeschi vennero comprati per effetto del lancio del primo Qe della Banca centrale europea. In questo periodo, invece, sono stati acquistati perché sui mercati si è accesa la spia dell’avversione al rischio. Nel frattempo sul primario i rendimenti dei Btp a 3 e 7 anni sono saliti nell'asta di giovedì in scia alle tensioni che stanno pesando sui Paesi periferici dell’Eurozona. Il 3 anni è stato collocato per 2 miliardi al tasso di 0,11% con bid-to-cover passato da 1,88 a 1,57. Il tasso del 7 anni è salito a 1,09% (massimo da ottobre) da 0,99% del mese scorso. Il rapporto di copertura è risultato 1,46; questo valore è una cartina di tornasole del fatto che il mercato si aspetta ancora un'inflazione bassa e quindi fa incetta di bond governativi. Da notare infine la brillante asta di Treasury Usa di mercoledì, caratterizzata da ingenti acquisti da parte delle Banche centrali estere, segno che le tensioni sui mercati “persistono”. Con il pessimismo tornato a fare da padrone lo spread tra Btp e Bund torna sopra i 150 punti mentre il rendimento del decennale italiano si attesta all'1,71% dopo aver toccato un massimo di giornata all'1,77%. (riproduzione riservata)