Giornata senza infamia e lode per il mercato obbligazionario europeo. Il rendimento del Bund decennale tratta in rialzo allo 0,65%, con le Borse europee che sono tornate a salire, mentre quello del Btp è poco mosso all'1,79%; lo spread tra i due contratti si evidenzia in lieve contrazione, a ridosso di 115 punti base. In leggero recupero gli indici obbligazionari legati ai mercati emergenti e ai bond corporate high yield, dopo le vendite delle precedenti sedute. Sul fronte cinese, che rimane il tema dominante di queste giornate, la PBoC ha cercato di rassicurare i mercati affermando che il deprezzamento dello yuan sará solo momentaneo, definendo "senza senso" le indiscrezioni relative ad un ulteriore calo della valuta asiatica del 10%. In merito alla Grecia, il Parlamento dovrebbe invece votare il decreto che recepisce l'accordo tecnico con i creditori internazionali. Gli economisti di Intesa Sanpaolo si aspettano un'approvazione a larga maggioranza. In vista dell'Eurogruppo di domani, la Germania ha però sollevato obiezioni sulla bozza del Memorandum of Understanding, pur negando di voler respingere il documento. I dubbi di Berlino, puntualizzano gli esperti, riguardano il rinvio di alcune misure, la mancata costituzione del fondo per le privatizzazioni (per ora è prevista solo la costituzione di una task force), e l'incertezza riguardo alla partecipazione dell'Fmi al piano di salvataggio. La Commissione europea, la Bce e il Fondo salva Stati (Esm) hanno espresso forte preoccupazione per la sostenibilità del debito greco, e hanno chiesto che siano prese delle misure per far fronte a questa situazione.