Il Tesoro italiano ha concluso la serie di aste di fine mese collocando 4 miliardi di euro in Btp a 5 anni, 2,5 miliardi in Btp decennali e 1,449 miliardi in Ccteu con scadenza a novembre 2019. I rapporti di copertura sono rimasti capienti e conformi alla scorsa emissione, superando l’1,30; inoltre, in conformità con l’andamento del mercato secondario, i rendimenti sono calati ed il Btp a 10 anni ha collezionato un nuovo minimo storico (2,81% rispetto al precedente 3,01%). La tanto attesa asta italiana, quindi, in generale è risultata soddisfacente nonostante non sia stato venduto, anche se per pochissimo, l’intero ammontare offerto di Ccteu.
L’agenda macroeconomica oggi è ricca di appuntamenti. Per cominciare sono stati pubblicati diversi indici sulla fiducia relativi all’area euro: quello economico si è attestato a 102 punti rispetto ai 102,6 di maggio e rispetto ad un consenso di 103; quello delle imprese è calato a –4,3, quello relativo al settore dei servizi invece è aumentato a 4,2, mentre l’indicatore dei consumatori è sceso a –7,5. In Germania a giugno l’indice dei prezzi al consumo è salito dello 0,3% a livello mensile secondo la lettura preliminare e l’inflazione su base annua è salita all’1% rispetto allo 0,9% di maggio. Infine l’indice sulla fiducia delle imprese italiane nel mese di giugno è salito a 88,4 punti dagli 86,9 di maggio.
Lo spread tra i Btp ed i Bund tedeschi ha raggiunto un massimo giornaliero di 163 punti base poco dopo la pubblicazione dei dati macro dell’Eurozona e verso fine seduta è arrivato ad un minimo di 158 punti. Il differenziale tra i decennali spagnoli e gli omologhi tedeschi ha seguito un andamento oscillatorio, portandosi verso fine seduta ai minimi, con 138 punti base.