
A metà dicembre Bnp Paribas ha quotato sul SeDeX 20 nuovi Step-Down Cash Collect su singoli titoli azionari, che vincolano cioè l’esito dell’investimento all’andamento di un unico asset, al contrario di quanto accade abitualmente con i prodotti a rendimento cedolare, che sono soliti sfruttare la logica «Worst of», per poter offrire rendimenti più elevati. In questo caso l’emittente ha preferito privilegiare il controllo del rischio, offrendo un ventaglio di premi mensili che vanno da un minimo dello 0,5% (6% annuo) a un massimo dell’1,25% lordo (15% annuo).
La scadenza è triennale (18 dicembre 2028), ma alla fine del primo anno si attiverà un’opzione mensile di esercizio anticipato, che potrà ridurre anche sensibilmente la durata dell’investimento, senza intaccare il rendimento atteso. In particolare, se in una delle date di valutazione previste il sottostante d’interesse chiuderà a un prezzo almeno pari al cosiddetto «Livello Step-Down», allora il certificato si estinguerà in anticipo rispetto alla sua scadenza e sarà liquidato al suo importo nozionale (100 euro). Come si può intuire dal nome, la soglia limite per l’esercizio anticipato è di tipo decrescente e partirà da un livello iniziale pari al 100% dello strike nella prima data di valutazione utile (18 dicembre 2026), per poi diminuire di cinque punti ogni sei mesi, fino ad arrivare eventualmente all’85% dal 20 giugno 2028.
Sempre con cadenza mensile, partendo però già dal prossimo 20 gennaio, potranno essere inoltre corrisposti dei premi mensili con effetto memoria, il cui effettivo pagamento sarà vincolato al rispetto di una barriera fissa, posta per tutti al 60% dello strike, con l’unica eccezione del certificato su Palantir, per il quale è fissata al 55%. Quest’ultimo strumento è anche quello che offre le cedole più elevate, per effetto della volatilità molto spinta che lo caratterizza e deve essere opportunamente remunerata con un premio al rischio maggiore. Nelle occasioni in cui la barriera sarà rispettata il premio mensile sarà corrisposto, mentre nelle altre sarà accantonato per poter essere recuperato alla prima occasione utile, sempre al rispetto della condizione descritta, in virtù appunto dell’effetto memoria.
A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, anche il rimborso dell’importo nozionale dovrà infine sottostare al rispetto della stessa barriera: a) se il sottostante non pagherà quindi una perdita finale superiore al 40% (45% per Palantir), l’investimento sarà liquidato al suo prezzo di emissione (100 euro); b) se il sottostante pagherà invece una perdita maggiore, il certificato liquiderà un importo commisurato alla performance negativa del titolo di riferimento. (riproduzione riservata)