
A inizio settimana hanno debuttato sul SeDeX sei nuovi certificati Maxi Cash Collect emessi da Unicredit bank su altrettanti panieri “Worst of” composti ognuno da un poker di titoli azionari domestici. L’offerta rientra nella logica di ampliamento della gamma dei prodotti a rendimento cedolare, che ormai da tempo rappresentano probabilmente il migliore compromesso tra la realtà dei titoli obbligazionari e quella del mercato azionario.
Nello specifico di questa proposta, i certificati hanno tutti una scadenza triennale (19 ottobre 2028), che potrà però ridursi per effetto della presenza di un’opzione mensile di esercizio anticipato che si attiverà alla fine del primo anno (15 ottobre 2026): in particolare, se in una delle date di valutazione previste tutti i titoli di un paniere chiuderanno a un livello almeno pari al 100% del rispettivo valore iniziale, cioè avranno maturato una performance non negativa rispetto allo strike, il relativo certificato sarà esercitato anticipatamente e contestualmente liquidato al suo valore nominale (100 euro). In sostanza, in presenza di uno scenario neutrale o rialzista per tutti i titoli in gioco, l’investimento si chiuderà in anticipo rispetto alla sua scadenza naturale. Al contrario, un’analoga verifica sarà riproposta alla data di valutazione successiva e poi eventualmente ancora fino a scadenza.
Sempre con cadenza mensile, partendo però già dal prossimo 27 novembre, i sei certificati in questione potranno inoltre pagare una serie di premi condizionati senza effetto memoria, che saranno effettivamente corrisposti nelle occasioni in cui tutti i titoli di un paniere rispetteranno un livello barriera posto al 60% del rispettivo valore iniziale. Se tale condizione sarà rispettata il premio sarà pagato, mentre in caso contrario sarà perso. L’ammontare dei premi mensili sarà pari per tutti allo 0,33% del valore nominale, con un’unica eccezione rappresentata, appunto, dal cosiddetto “Maxi Premio”, che potrà essere pagato nella prima finestra mensile (27 novembre 2025) e avrà un valore una tantum compreso tra il 17% e il 25,5% lordo.
A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi due scenari alternativi: a) rimborso pari al valore nominale e pagamento dell’ultimo premio mensile in caso di chiusura di tutti i sottostanti non inferiore alla barriera; b) rimborso commisurato alla performance finale del sottostante peggiore in caso di chiusura inferiore alla barriera di almeno uno dei titoli in gioco. (riproduzione riservata)