
A inizio settimana Unicredit ha quotato sul SeDeX cinque nuovi Cash Collect Step Down su altrettanti panieri “Worst of”, composti ognuno da un poker di indici azionari selezionati a rotazione tra EuroStoxx50, EuroStoxx Banks, Ftse Mib, Nasdaq100, Nikkei225 e S&P500. Hanno tutti una scadenza triennale (17 maggio 2029), che potrà però ridursi in funzione di un’opzione mensile di esercizio anticipato, che si attiverà già alla fine del primo semestre (18 novembre 2026) e in virtù della quale la durata dell’investimento potrà ridursi anche in modo sensibile, pur preservando il suo potenziale di rendimento. A questo proposito, va rilevato come la soglia limite per l’esercizio sarà di tipo decrescente (Step Down) e partirà da un livello iniziale pari al 95% dello strike, che sconta quindi già un minimo margine al ribasso, per poi diminuire di un punto al mese, fino a toccare eventualmente un minimo il 19 aprile 2029 posto al 66% del valore iniziale dei sottostanti in gioco, che ammetterà quindi l’esercizio anche in presenza di una performance negativa non superiore al 34% rispetto allo strike.
Sempre con cadenza mensile, partendo però già dal prossimo 17 giugno, questi certificati potranno inoltre pagare una serie di premi condizionati con memoria, che vanno da un minimo dello 0,74% lordo (8,88% annuo) del certificato su EuroStoxx50, Nasdaq100, Nikkei225 e S&P500 a un massimo dello 0,97%% lordo (11,64% annuo) dei due su EuroStoxx Banks, Nasdaq100, Nikkei225, S&P500 e EuroStoxx50, EuroStoxx Banks, Nasdaq100, Nikkei225: l’effettivo pagamento di questi importi sarà vincolato al rispetto di una cosiddetta “barriera premio” posta per tutti al 60% dello strike. La cedola mensile sarà quindi pagata se nella data di valutazione prevista nessuno degli indici coinvolti avrà maturato una perdita superiore al 40%. Al contrario, l’importo sarà accantonato per poter essere eventualmente recuperato alla prima occasione utile, quando la condizione di pagamento dovesse risultare nuovamente rispettata.
A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi due scenari alternativi: a) se nessuno dei sottostati in gioco chiuderà al di sotto della cosiddetta “barriera capitale”, posta anch’essa per tutti al 60% del rispettivo valore iniziale, il certificato garantirà il rimborso del valore nominale (100 euro) oltre al pagamento dell’ultima cedola e di quelle eventualmente in memoria; b) se anche un solo sottostante chiuderà invece al di sotto della “barriera capitale”, il certificato replicherà la performance negativa dell’indice peggiore, cioè di quello che maturato pagato la perdita più consistente, che in questo scenario imporrà evidentemente un risultato negativo superiore al 40%. (riproduzione riservata)