
Banco Bpm ha quotato su Cert-X una nuova tranche di certificati a rendimento cedolare denominati Equity First Fixed Premium: la gamma comprende 10 prodotti su singoli titoli azionari (Amd, Bper Banca, Infineon, Intesa Sanpaolo, Kering, Renault, Saipem, Stellantis, Stm e Tesla), tutti con scadenza triennale (12 settembre 2028). La durata dell’investimento potrà però ridursi in funzione di un’opzione mensile di esercizio anticipato che si attiverà alla fine del primo anno (4 settembre 2026) e sarà associata a una soglia limite fissa pari al 100% del valore iniziale del titolo coinvolto: se in una delle date di valutazione previste il sottostante chiuderà a un livello almeno pari allo strike, rilevato il 10 settembre scorso, il certificato sarà automaticamente liquidato al suo valore nominale (100 euro) e l’investimento dovrà ritenersi concluso. Al contrario, quindi in caso di performance negativa, il certificato continuerà il suo percorso fino alla data di valutazione successiva, quando si riproporrà un’analoga verifica del prezzo di chiusura del sottostante.
Sempre con cadenza mensile, partendo però già dal prossimo 10 ottobre, ognuno dei prodotti in questione potrà inoltre pagare un importo addizionale compreso tra lo 0,65% (7,8% annuo) e l’1% lordo (12% annuo): da notare che i 12 premi mensili relativi al primo anno di vita dei certificati saranno di tipo incondizionato e saranno quindi pagati indipendentemente dal comportamento del sottostante coinvolto, mentre a partire dal 12 ottobre 2026 le cedole saranno di tipo condizionato e saranno corrisposte solo nelle occasioni in cui il sottostante rispetterà la cosiddetta “Soglia Cedola”, posta per tutti al 60% dello strike. In sostanza, a partire dal secondo anno, il premio mensile verrà effettivamente pagato solo nelle occasioni in cui il sottostante non avrà maturato una perdita superiore al 40% rispetto al suo valore iniziale: al contrario, l’importo di competenza di quel mese sarà accantonato e potrà essere recuperato a partire già dalla data di valutazione successiva, nel momento in cui la condizione di pagamento dovesse risultare nuovamente verificata (effetto memoria).
A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi due scenari alternativi: a) se il sottostante chiuderà a un livello almeno pari alla barriera, posta allo stesso livello della Soglia Cedola, quindi al 60% dello strike, il certificato sarà liquidato al suo valore nominale (100 euro) e contestualmente pagherà l’ultimo premio mensile di competenza più quelli eventualmente in memoria; b) se il sottostante chiuderà invece al di sotto della barriera, avendo quindi maturato una perdita superiore al 40% rispetto al suo valore iniziale, il certificato replicherà tale performance imponendo di fatto un analogo saldo negativo. (riproduzione riservata)