
Da un paio di settimane sono quotati sul SeDeX nove nuovi Memory Cash Collect con Maxi Cedola emessi da Vontobel su panieri «Worst of», composti ognuno da quattro titoli selezionati con una logica settoriale. Questi basket tematici consentono di concentrare l’attenzione su alcuni comparti specifici, che spaziano dal tech e semiconduttori al farmaceutico, dal bancario europeo al quotato italiano, dal lusso all’automotive, fino ai servizi di comunicazione. Appartengono alla categoria dei Cash Collect e come tali prevedono quindi il pagamento di una serie di importi periodici, che nell’occasione saranno vincolati all’andamento del sottostante, cioè del titolo di ogni paniere che in ogni data di valutazione farà registrare di volta in volta la performance peggiore. Più nel dettaglio, questi nuovi certificati prevedono il pagamento con cadenza trimestrale di una serie di premi condizionati con memoria, di ammontare unitario pari a 1,50 euro (il 6% lordo su base annua), che saranno corrisposti a partire dal 13 novembre prossimo, se nelle date di valutazione previste nessun titolo chiuderà al di sotto della cosiddetta «Soglia Bonus», posta per tutti al 60% del rispettivo valore iniziale. In sostanza, se la peggiore delle quattro azioni in gioco («criterio Worst of») non avrà maturato una perdita superiore al 40%, l’importo trimestrale sarà pagato, mentre in caso contrario sarà accantonato per poter essere recuperato alla prima occasione utile, quando la condizione richiesta dovesse tornare verificata.
Accanto al pagamento di questi premi periodici, è inoltre previsto lo stacco di una cosiddetta «Maxi Cedola», anch’essa di tipo condizionato, che potrà essere pagata al termine del primo trimestre (13 agosto 2025) e avrà un ammontare compreso tra 10 e 30 euro: in particolare, se il prossimo 6 agosto i quattro titoli del paniere di riferimento rispetteranno tutti la relativa Soglia Bonus, che sarà peraltro simbolica, in quanto posta all’1% dello strike, il Maxi Coupon sarà corrisposto. Al contrario, l’importo maggiorato non sarà pagato, ma potrà essere recuperato successivamente, come già visto per i premi standard. Quest’ultima è peraltro un’ipotesi puramente teorica, in quanto il mancato pagamento della Maxi Cedola potrà occorrere solo se uno dei titoli perderà più del 99% nei primi tre mesi.
Sempre con cadenza trimestrale, partendo però solo dalla fine del primo anno (6 maggio 2026), interverrà anche un’opzione di esercizio anticipato, che sarà esercitata se i quattro titoli di un paniere faranno segnare tutti una performance non negativa, cioè chiuderanno a un livello almeno pari al 100% del rispettivo valore iniziale. Nel momento in cui questa condizione si dovesse verificare, il certificato sarà liquidato al suo valore nominale (100 euro), maggiorato del premio trimestrale di competenza e di quelli precedenti eventualmente non corrisposti.
A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi tre scenari alternativi: a) se i quattro sottostanti chiuderanno tutti a un livello almeno pari alla Soglia Bonus, posta al 60% dello strike, il certificato sarà liquidato al suo valore nominale (100 euro), maggiorato dell’ultimo premio di competenza e di quelli eventualmente in memoria; b) se anche uno solo dei quattro titoli chiuderà invece al di sotto della Soglia Bonus, ma nessuno al di sotto della barriera, posta al 50% dello strike, il certificato pagherà il solo valore nominale, garantendo comunque almeno il rimborso del capitale iniziale; c) se anche uno solo dei quattro titoli chiuderà infine al di sotto della barriera, pagando quindi una perdita finale superiore al 50%, il certificato pagherà un importo commisurato alla performance del titolo peggiore. (riproduzione riservata)