
Martedì scorso, 20 gennaio, Unicredit ha quotato sul SeDeX otto nuovi Cash Collect Step Down su altrettanti panieri «Worst of» composti ognuno da un poker di titoli azionari. Hanno tutti una scadenza triennale (18 gennaio 2029), che potrà però ridursi anche drasticamente in ragione di una serie di finestre mensili di possibile esercizio anticipato, che si attiveranno già al termine del primo mese (19 febbraio 2026). Se in una di queste date di osservazione i titoli in gioco chiuderanno tutti a un prezzo almeno pari al rispettivo «livello di rimborso anticipato», il certificato sarà liquidato automaticamente al suo valore nominale (100 euro).
Da notare che tale soglia limite potrà godere proprio del meccanismo Step Down al quale fa riferimento la denominazione dei prodotti: il livello di rimborso anticipato è infatti decrescente e partirà da un livello iniziale pari al 100% dello strike, per poi diminuire di un punto al mese, fino ad arrivare eventualmente al 66% nell’ultima data di valutazione utile (19 dicembre 2028). Nel caso di uno scenario negativo, che normalmente ridurrebbe le probabilità di esercizio anticipato, i certificati potrebbero quindi comunque conservare tale facoltà in modo efficiente.
Sempre con cadenza mensile, partendo sempre dal prossimo 19 febbraio, questi certificati potranno inoltre pagare una serie di premi condizionati con memoria, che vanno da un minimo dello 0,88% (il 10,56% annuo) a un massimo dell’1,88% lordo (il 22,56% annuo): l’effettivo pagamento di questi importi sarà vincolato al rispetto di una cosiddetta «barriera premio» posta per tutti al 60% dello strike. In ognuna delle date di valutazione previste, se nessun titolo del paniere avrà maturato una perdita superiore al 40% rispetto al suo valore iniziale, il premio sarà effettivamente pagato: al contrario, l’importo sarà accantonato e potrà essere recuperato alla prima occasione utile, quando la condizione di pagamento dovesse tornare verificata, potendo beneficiare del cosiddetto effetto memoria.
A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, il rimborso del valore nominale sarà infine vincolato al rispetto di una cosiddetta «barriera capitale» posta per tutti al 40% dello strike dei titoli coinvolti: a) se nessun titolo chiuderà a un livello almeno pari al 40% del suo valore iniziale, il certificato sarà liquidato al prezzo di emissione (100 euro); b) se almeno un titolo pagherà invece una perdita finale superiore al 60%, il certificato replicherà la performance negativa del sottostante peggiore. Il pagamento dei premi rimarrà invece vincolato alla «barriera premio». (riproduzione riservata)