
Settimana scorsa Intesa Sanpaolo ha quotato sul SeDeX una nuova tranche di 10 Step Down Express certificates su altrettanti panieri «Worst of», di cui sette composti da tre o quattro titoli azionari e tre da tre o quattro indici. Hanno tutti una durata triennale (4 giugno 2028), che potrà però ridursi in ragione di un’opzione mensile di esercizio anticipato, che si attiverà a partire dalla fine del primo anno (4 giugno 2026) e che potrà determinare l’estinzione automatica dell’investimento, se i sottostanti in gioco rispetteranno tutti il cosiddetto «Livello di Esercizio Anticipato», cioè chiuderanno tutti a un prezzo almeno pari al limite previsto per la data in questione. Nello specifico, questa soglia limite sarà di tipo decrescente, da cui appunto la denominazione «Step Down», e partirà dal 100% del valore iniziale dei titoli o indici coinvolti, per poi diminuire di cinque punti ogni sei mesi, fino ad arrivare eventualmente all’85% dello strike: ciò significa che la condizione di esercizio anticipato diventerà sempre meno vincolante col passare del tempo. In caso di esercizio, lo strumento sarà liquidato al suo prezzo di emissione e pagherà in aggiunta uno o più importi addizionali prefissati.
Sempre con cadenza mensile, partendo però già dal 4 luglio prossimo, questi certificati prevedono infatti lo stacco di una serie di premi compresi tra lo 0,55% (6,60% annuo) e l’1,25% lordo (15% annuo), che per i primi sei mesi saranno di tipo incondizionato e prenderanno il nome di «importi Plus», mentre per i mesi successivi saranno di tipo condizionato e prenderanno il nome di «importi Digital»: questi ultimi saranno effettivamente corrisposti solo nelle occasioni in cui tutti i sottostanti in gioco rispetteranno un livello barriera posto al 50% o 60% del rispettivo valore iniziale, a seconda dello strumento. Nelle occasioni in cui il prezzo di riferimento dei titoli o indici coinvolti sarà pari o superiore alla rispettiva barriera, l’importo Digital sarà pagato, mentre in caso contrario, cioè anche se un solo sottostante non dovesse rispettare la condizione prevista, il premio non sarà pagato: in virtù dell’effetto memoria, gli importi eventualmente non corrisposti saranno comunque accantonati per poter essere recuperati alla prima occasione utile, quando la stessa condizione di pagamento dovesse risultare di nuovo verificata.
A scadenza, cioè in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi due scenari alternativi: a) se alla data di valutazione finale (1 giugno 2028) tutti i sottostanti in gioco chiuderanno a un livello non inferiore alla barriera, posta come detto al 50% o 60% dello strike, il rimborso sarà pari al valore nominale dello strumento (100 euro) maggiorato dell’ultimo premio di competenza e di quelli eventualmente in memoria; b) se anche un solo titolo o indice dovesse invece chiudere al di sotto della barriera, il certificato pagherà un importo commisurato alla perdita finale maturata dal sottostante peggiore. (riproduzione riservata)