
Nuova emissione di certificati a rendimento cedolare per Banco Bpm, che ha recentemente quotato su Cert-X 10 Equity Fixed Premium su singoli titoli azionari, uno a testa su Bper Banca, Kering, Leonardo, Nexi, Stm e Unicredit, più due su Tesla e Saipem. La scadenza è triennale (5 maggio 2028), ma l’investimento potrà chiudersi anticipatamente per effetto di un’opzione di esercizio anticipato che si attiverà al termine del primo anno (7 maggio 2026) e avrà una cadenza mensile: nel momento in cui, in una delle date di valutazione previste, il sottostante dovesse maturare una performance non negativa rispetto allo strike, cioè se chiudesse a un livello almeno pari al suo valore iniziale, l’investimento si estinguerà automaticamente e il certificato sarà contestualmente liquidato al suo valore nominale (100 euro).
Sempre con cadenza mensile, partendo però già dal prossimo 6 giugno, questi prodotti potranno inoltre pagare fino a un massimo di 36 importi addizionali, di ammontare compreso tra lo 0,80% e l'1,15% lordo. Da notare che i primi 24 premi saranno di tipo incondizionato, mentre gli ultimi 12 saranno di tipo condizionato, ma potranno beneficiare dell’effetto memoria. Nell’arco dei primi due anni, quindi, salvo esercizio anticipato, l’investimento garantirà il pagamento mensile di una cedola prefissata, che non dovrà sottostare ad alcuna condizione accessoria: anche in presenza di un forte ribasso del sottostante, l’importo addizionale sarà infatti comunque corrisposto. Nel corso del terzo e ultimo anno, i premi mensili saranno invece pagati solo il sottostante rispetterà un livello barriera posto al 50% o 60% del suo valore iniziale, a seconda dello strumento. Nello specifico, tutti i certificati di questa serie hanno una barriera collocata al 60% dello strike, con l’eccezione di quelli su Tesla e Saipem, che prevedono anche una versione con barriera al 50%. Come detto, le 12 cedole che potranno essere pagate nel corso del terzo anno, potranno beneficiare dell’effetto memoria, in ragione del quale gli importi eventualmente non corrisposti potranno essere sempre recuperati alla prima occasione utile, nel momento in cui la condizione di pagamento dovesse tornare nuovamente verificata.
A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi due scenari alternativi: a) se alla data di valutazione finale (27 aprile 2028) il sottostante chiuderà a un livello almeno pari alla barriera, il certificato sarà liquidato al suo valore nominale e pagherà l’ultimo premio di competenza, più quelli eventualmente in memoria; b) se il sottostante chiuderà invece al di sotto della barriera, avendo quindi maturato una perdita finale superiore al 40% o 50%, a seconda dello strumento, il certificato rimborserà un importo commisurato alla performance del titolo di riferimento. (riproduzione riservata)