
Venerdì 10 ottobre Société générale ha quotato su EuroTlx una nuova tranche di sei certificati Maxi Cash Collect Step Down su altrettanti panieri “Worst of”, composti ognuno da quattro titoli azionari: un paniere comprende un poker banche italiane, due panieri sono composti da titoli quotati a piazza Affari, uno da titoli del settore tecnologico Usa, uno da azioni del settore farmaceutico e l’ultimo da titoli del lusso. Sono dei classici prodotti a rendimento cedolare, che a partire dal 16 aprile del prossimo anno potranno pagare una serie di premi trimestrali con memoria pari all’1% lordo (il 4% annuo), vincolati al rispetto da parte di tutti i sottostanti in gioco di una barriera posta al 60% del rispettivo valore iniziale, rilevato lo scorso 9 ottobre. Se anche uno solo dei titoli del paniere non rispetterà la condizione prevista, il premio trimestrale non sarà pagato, ma sarà comunque accantonato per poter essere recuperato alla prima occasione utile, nel momento in cui la stessa condizione dovesse tornare verificata.
L’aspetto interessante di questa emissione riguarda però soprattutto il cosiddetto “Maxi premio”, che ha un ammontare compreso tra il 14,5% (titoli del lusso) e il 26% lordo (banche italiane), che sarà corrisposto il prossimo 5 dicembre indipendentemente dallo scenario di mercato: questo importo addizionale sarà infatti di tipo incondizionato e non dovrà quindi sottostare ad alcuna condizione accessoria. Il fatto che venga staccato entro fine anno, rende inoltre fruibile il Maxi premio per la cosiddetta compensazione delle minusvalenze in scadenza, anche se su questo aspetto è bene considerare che non tutti gli intermediari portano le cedole dei certificati in compensazione al momento dello stacco: alcuni adottano infatti un criterio fiscale che prevede di non applicare subito la tassazione alla cedola, rimandando il calcolo del rendimento del prodotto, e con esso la sua eventuale tassazione, alla chiusura dell’investimento a seguito di una vendita del certificato o della sua scadenza.
Tornando alla struttura dei certificati, a partire dalla fine del primo anno (9 ottobre 2026) si attiverà inoltre per tutti un’opzione trimestrale di esercizio anticipato, vincolata a una cosiddetta “Barriera di Liquidazione Anticipata” di tipo decrescente, Step Down appunto, che partirà dal 100% dello strike nella prima data di valutazione (16 ottobre 2026) e diminuirà di 5 punti ogni 12 mesi, per attestarsi eventualmente al 90% dal 16 ottobre 2028.
A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi i classici due scenari alternativi: a) se tutti i titoli di un paniere chiuderanno a un livello pari o superiore alla barriera sul capitale, che coinciderà con quella per il pagamento dei premi trimestrali e sarà quindi pari per tutti al 60% dello strike, il certificato rimborserà il valore nominale (1.000 euro) più l’ultimo premio trimestrali e quelli eventualmente in memoria; b) se almeno una delle azioni in gioco chiuderà invece al di sotto della barriera, il certificato replicherà la performance del titolo peggiore. (riproduzione riservata)