
Da un paio di settimane sono quotati sul SeDeX otto nuovi Airbag Cash Collect emessi da Goldman Sachs su altrettanti panieri «Worst of» composti da tre titoli domestici: nel concreto, la gamma comprende quattro coppie di certificati legate ognuna allo stesso paniere di azioni e declinate in base a due diversi livelli barriera, posti al 50% e 60%. Hanno tutti una scadenza di tre anni (16 ottobre 2028), accompagnata da una sequenza di finestre trimestrali di esercizio anticipato, che si attiveranno a partire dalla fine del primo semestre (14 aprile 2026): la cosiddetta «barriera per il rimborso anticipato», che dovrà essere rispettata da tutti i sottostanti in gioco perché l’esercizio diventi effettivo, è pari per tutti al 100% dello strike. Solo quando tutti i titoli di un paniere avranno maturato una performance non negativa, il relativo certificato potrà essere quindi esercitato anticipatamente e contestualmente liquidato al suo valore nominale (100 euro).
Sempre con cadenza trimestrale, partendo però già dal prossimo 14 gennaio, questi certificati potranno inoltre pagare una serie di premi con effetto Memoria compresi tra l’1,10% e il 3,50% lordo a seconda del basket sottostante, per un rendimento annualizzato compreso tra il 4,4% e il 14% lordo. Se in una data di valutazione trimestrale nessuno dei titoli in gioco chiuderà al di sotto della Barriera premio, posta come detto al 50% o 60% del rispettivo valore iniziale, il premio di competenza sarà corrisposto, mentre in caso contrario lo stesso importo sarà accantonato per essere eventualmente recuperato alla prima occasione utile, sempre al rispetto della condizione prevista. A parità di sottostanti, l’ammontare dei premi sarà evidentemente minore per la versione con barriera più generosa (50%), superiore per quella con barriera più alta (60%).
A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi due scenari alternativi: a) se nessuno dei titoli in gioco chiuderà al di sotto della stessa soglia limite per il pagamento dei premi, il certificato sarà liquidato al prezzo di emissione e pagherà l’ultimo premio trimestrale più quelli eventualmente non incassati nelle date precedenti; b) se almeno uno dei titoli chiuderà invece con una perdita superiore al 50% o 40%, allora entrerà in gioco il cosiddetto «effetto Airbag», che ridurrà l’impatto dello scenario negativo. Il rimborso teorico di un Cash Collect senza Airbag, che replicherebbe la perdita maturata dal sottostante peggiore, verrà infatti moltiplicato per un «Fattore Airbag», dato dal rapporto tra strike e barriera (100%/50%=2 o 100%/60%=1,6667), che determinerà un prezzo finale molto meno penalizzante. (riproduzione riservata)