
A inizio settimana Intesa SanPaolo ha quotato sul SeDeX 36 nuovi certificati Cash Collect su 25 singoli titoli azionari italiani o esteri. La gamma dei sottostanti è molto ampia e diversificata, sia in termini geografici sia settoriali, e per alcuni di essi la proposta dell’operatore italiano comprende anche una diversificazione in termini di rischio. Ma andiamo con ordine. I prodotti di questa tranche hanno tutti una scadenza biennale (15 settembre 2025) e non prevedono alcuna opzione di esercizio anticipato: non è cioè presente alcun meccanismo automatico che determini la chiusura anticipata della posizione al rispetto di una o piò condizioni prefissate. La quotazione sul SeDeX offre comunque la possibilità di liquidare l’investimento prima della scadenza, secondo necessità, alle condizioni espresse dal mercato in ogni momento. A questo proposito va però ricordato che la vendita sul mercato secondario non garantisce il pieno rispetto del payoff che potrà che essere incassato alla scadenza naturale del prodotto. Com’è naturale che sia, durante la vita di questi strumenti il prezzo sarà infatti influenzato dalle dinamiche del mercato di riferimento, che in alcune condizioni sfavorevoli potrebbe anche imporre un riscontro negativo.
La logica temporale di questi prodotti è di respiro relativamente ampio (due anni, come detto), anche se il rendimento potenziale si fonda sullo stacco con cadenza mensile di una serie di importi prefissati, che saranno corrisposti a partire già dal prossimo 13 ottobre. Nello specifico, al termine di ognuno dei primi tre mesi di quotazione (13 ottobre, 13 novembre e 13 dicembre 2023), gli importi periodici saranno di tipo incondizionato e saranno quindi pagati indipendentemente dal comportamento del sottostante, mentre a partire dal 15 gennaio 2024 i premi mensili diventeranno di tipo condizionato e saranno quindi effettivamente corrisposti solo se nella relativa data di valutazione sarà verificata la condizione di pagamento, che per questa emissione richiede che il sottostante chiuda la giornata di valutazione a un livello pari o superiore alla cosiddetta “Barriera Premio”: se il titolo rispetterà tale vincolo il premio sarà pagato, mentre in caso contrario l’importo mensile sarà accantonato per poter essere recuperato in una data di valutazione successiva, nel momento in cui la condizione di pagamento dovesse risultare nuovamente verificata. Tutti gli importi periodici potranno infatti beneficiare dell’effetto Memoria.
In totale ogni certificato potrà pagare tre premi di tipo incondizionato e un massimo di 21 premi condizionati, che avranno un ammontare compreso tra lo 0,45% lordo dei due Cash Collect su Enel e Generali con barriera posta al 60% dello strike all’1,01% lordo di quello su Nvidia con barriera al 65%. Le soglie di knock-out sono invece collocate al 50%, 55%, 60%, 65% o 70% a seconda dello strumento: naturalmente, più bassa sarà la barriera, maggiore sarà la probabilità di incassare i premi mensili, compatibilmente con la volatilità dei sottostanti. A questo proposito, per alcuni titoli l’emittente ha quotato due soluzioni d’investimento alternative, che si distinguono proprio per la diversa collocazione della barriera: i certificati con barriera più generosa hanno evidentemente una redditività potenziale inferiore.
A scadenza, il rimborso del capitale dipenderà infine dalla chiusura del sottostante alla data di valutazione finale, che cadrà l’11 settembre 2025 e in relazione alla quale potranno verificarsi due scenari alternativi: a) se il sottostante rispetterà la cosiddetta “Barriera Capitale”, coincidente per tutti con la Barriera Premio, il certificato sarà liquidato al suo valore nominale e pagherà tutti i premi dovuti, cioè l’ultimo importo mensile di competenza più quelli precedenti eventualmente accantonati; b) se il sottostante chiuderà invece al di sotto della Barriera Capitale, il certificato rimborserà un importo commisurato alla performance negativa dell’azione di riferimento, senza pagare alcun premio finale. La presenza dell’effetto Memoria sulle cedole mensili consentirà di incassare tutti i premi anche se il sottostante dovesse rispettare la barriera solo a scadenza. (riproduzione riservata)