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I nuovi Cash Collect svincolano lo stacco delle cedole dal trend del sottostante

Cedole garantite da Unicredit

31 ottobre 2024, 02:00

Milano Finanza Intelligence Unit

La nuova gamma dell’emittente italiano comprende un ventaglio di sottostanti molto ampio, che hanno una volatilità storica più o meno spinta e possono garantire un premio al rischio più o meno sostenuto

Cedole garantite da Unicredit

A inizio settimana Unicredit ha quotato su Cert-x una nuova tranche di 48 certificati Fixed Cash Collect, di cui 41 su singoli titoli azionari e sette su indici (Ftse Mib, EuroStoxx Select Dividend 30 e i settoriali EuroStoxx Auto, Banks, Insurance, Oil&Gas), tutti con scadenza di soli 20 mesi (17 o 18 giugno 2026): appartenendo all’ampia classe dei Cash Collect, sono strumenti a rendimento cedolare, che prevedono cioè il pagamento di una serie di importi addizionali nel corso della loro vita finanziaria. Nello specifico, la denominazione “Fixed” fa riferimento alla natura incondizionata dei premi periodici, il cui pagamento sarà infatti svincolato da qualsiasi condizione accessoria legata all’andamento del sottostante in gioco. Nel concreto, partendo già dal prossimo 28 novembre, questi prodotti pagheranno una serie di importi addizionali con cadenza mensile, che saranno corrisposti, come detto, indipendentemente dal comportamento del sottostante, quindi eventualmente anche in presenza di uno scenario fortemente negativo.

Quanto all’ammontare dei flussi cedolari, i 48 certificati appena quotati pagheranno importi mensili che vanno da un minimo dello 0,45% lordo (pari al 5,40% annuo) del prodotto sull’indice domestico Ftse Mib con barriera posta all’80% del suo valore iniziale, fino a un massimo dell’1,58% lordo (pari al 18,96% annuo) di quello su Microstrategy Incorporated, società Usa attiva nello sviluppo della rete bitcoin. L’aspetto interessante di questa emissione è legato proprio al fatto che la gamma proposta dall’emittente italiano è molto eterogenea e comprende sottostanti più o meno volatili, ai quali sono associati premi periodici proporzionalmente più o meno generosi: il maggior rischio associato alla velocità di movimento di prezzi viene infatti remunerato con una cedola più corposa. Considerando la scadenza fissata a giugno 2026 e che il primo importo addizionale sarà corrisposto già il prossimo 28 novembre, ogni certificato pagherà un totale di 19 premi mensili di tipo incondizionato, al quale potrà poi aggiungersi un ultimo premio a scadenza, che in quel caso dovrà però sottostare alla stessa condizione di rimborso del capitale.

Alla data di valutazione finale potranno infatti verificarsi due scenari alternativi: a) se il sottostante chiuderà a un livello almeno pari alla barriera, posta al 50%, 55%, 60% o 65% dello strike a seconda dello strumento, per i certificati su titoli, al 75%, 80% o 85% per quelli su indici, il certificato sarà liquidato al prezzo di emissione (100 euro) e pagherà, come detto, un ultimo premio mensile, che sarà di ammontare pari a quelli incondizionati distribuiti nei mesi precedenti; b) se il sottostante chiuderà invece al di sotto della barriera, il certificato pagherà un importo commisurato alla performance negativa maturata dal sottostante e a quel punto non staccherà l’ultimo premio mensile.

Formalmente, il rischio di mercato avrà quindi un impatto solo a scadenza, anche se nel corso della vita dei certificati potrà certamente incidere sul prezzo degli stessi: anche se il pagamento dei premi mensili non sarà mai messi in discussione, l’aumento della probabilità di un rimborso negativo a scadenza tenderà comunque a manifestarsi nella quotazione dei prodotti, scontando progressivamente nel loro prezzo il rischio di un esito sfavorevole. Se una barriera dovesse quindi essere avvicinata o addirittura ceduta nel corso della vita dei certificati, questo non comporterebbe la sospensione dei pagamenti periodici, ma farebbe comunque diminuire il valore di mercato dei certificati. A questo proposito, si può però apprezzare come la natura incondizionata dei premi possa rappresentare anche un’utile valvola di sicurezza in caso di scenario negativo, in quanto il loro incasso comunque garantito permetterà di ridurre l’ammontare effettivo della perdita finale. (riproduzione riservata)



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