La giornata di giovedì ha visto il mercato dei bond europei bloccato sui valori della precedente seduta, in vista dell’attesissima dichiarazione della Federal Reserve che arriverà in serata nella riunione di politica monetaria. Il secondario italiano si sta muovendo in linea con la Germania in questi giorni e sta subendo le stesse pressioni del Bund, mentre la periferica Spagna vede il differenziale con il Btp diminuire rispetto l’inizio di settimana. Il Btp decennale si è attestato il leggero ribasso all’1,91%, il tasso sul Bund ha chiuso allo 0,786%, mentre il rendimento del Bonos è sceso al 2,10%; gli spread diminuiscono così di alcuni punti: Btp/Bund a 112 pt e Bonos/Bund a 133 pt. La Bce nel frattempo ha ribadito la determinazione ad agire, se dovesse rendersi necessario, per portare l’inflazione a livelli più accettabili, e ha comunicato ai Paesi con un elevato rapporto di indebitamento di utilizzare le disponibilità straordinarie per ridurre il disavanzo. Risultano poco influenti i dati macro, che evidenziano tuttavia il crescente surplus commerciale in Italia di 8 mld di euro (dopo i 6,9 di luglio dell’anno scorso), per effetto della contrazione dell’import del 3,7% e della flessione delle esportazioni dello 0,4%. Sul primario la Spagna ha collocato 4,813 mld di titoli a 3, 5 e 10 anni, con rendimenti poco mossi rispetto alle ultime emissioni, grazie ai positivi dati macroeconomici del Paese. La Francia ha inoltre collocato 3,916 mld di Oat a 3 anni al -0,09% e 4,078 mld di un nuovo Oat a 5 anni allo 0,31%, con domande piuttosto solide per entrambi i titoli in asta; infine Parigi ha piazzato anche 1,277 mld di Oat indicizzati all’inflazione a 10, 15 e 25 anni. (riproduzione riservata)