Giornata di vendite sull’obbligazionario dei Paesi core, dopo il rimbalzo delle borse europee, si rompe la correlazione positiva con l’azionario e scende l’appeal degli investitori per il reddito fisso. Si è assistito al riallineamento del differenziale tra Btp e Bund, dopo che nella seduta di lunedì aveva raggiunto quota 139 pt ha stretto in chiusura a 123 pt, guidato dalla sensibile correzione del Bund decennale in rialzo allo 0,752%. L’inclinazione della curva italiana non ha subito grandi variazioni, cosi come i rendimenti dei periferici: il Btp quinquennale ha chiuso allo 0,97%, il decennale all’1,99%, il trentennale al 2,98%, mentre il Bonos a 10 anni è salito al 2,11%, per uno spread con il Bund tedesco a quota 135 pt. I dati macroeconomici della mattinata hanno mostrato prospettive incoraggianti: il Pil tedesco del secondo trimestre ha confermato le attese a +0,4% in linea con il consenso di mercato, e l’indice Ifo sulla fiducia delle imprese nel mese di agosto, sempre in Germania, ha registrato un incremento a 108,3 pt, battendo le previsioni degli analisti che erano per un calo a 107,7 pt. Dopo il dato il Dax di Francoforte ha accentuato i guadagni a +2,6% e ha registrato un +4,97% nel finale, mentre i titoli di stato sono stati meno sensibili alle pubblicazioni, e si sono mossi in controtendenza ai mercati azionari. Sul primario si è mosso il Tesoro iberico che ha collocato poco meno di 4 mld di Bond a breve termine: 375 milioni di Bonos a 3 mesi con un rendimento del -0,072% e 3,59 miliardi di Bonos a 9 mesi, ad un tasso dello 0,022%; rapporti bid to cover leggermente in calo rispettivamente a 5,5 e 1,5. (riproduzione riservata)