Il mercato azionario regista un’altra seduta nel segno della debolezza e quello obbligazionario ne approfitta, con i rendimenti dei principali titoli di Stato europei in negativo, sulla scia anche del calo dei prezzi delle commodity. I tassi dei Paesi core hanno registrano oscillazioni più rilevanti, mentre la periferia risulta appesantita dal clima di avversione al rischio che prevale sui listini; gli investitori inoltre, attendono indicatori di sentiment più corposi, che a partire da mercoledì guideranno il secondario. Il costo del finanziamento del Bund decennale si è attestato in netto ribasso allo 0,600%, mentre il reddito fisso italiano fa peggio: il Btp quinquennale ha chiuso allo 0,76%, il decennale all’1,75%, e il trentennale al2,93%. I differenziali tornano così a riallargarsi con il Btp/Bund a 115 pt, e il Bonos/Bund a 135 punti base, dopo la discesa del tasso spagnolo all’1,96%. Sul fronte macroeconomico si segnala solamente l’indice di fiducia dei consumatori dell’area euro che, secondo la lettura preliminare, si è attestato a -7,1 pt a settembre, in calo rispetto ad agosto, ma in linea con le attese. Sul primario si è mossa l’Olanda che ha collocato 2,8 mld di Dsl a 3 anni con rendimento ancora negativo al -0,156%; in Italia, invece, si attendono gli annunci del Tesoro sulle emissioni relative ai Ctz e Btpei, oltre che del nuovo Btpei a 15 anni. Secondo gli strategist se si dovesse annunciare solamente il Ctz, l’immissione del titolo potrebbe essere imminente, mentre se ci fosse la riapertura anche del Btpei, si potrebbe prevedere un’emissione più lontana. (riproduzione riservata)