Il secondario europeo registra rendimenti in lieve calo, dopo la dichiarazione della Bce di voler confermare i tassi invariati al minimo storico, e sulla scia delle parole del presidente Mario Draghi, apparso molto più colomba rispetto alle ultime riunioni. In linea con le attese il costo del denaro è rimasto fermo allo 0,05%, il tasso sui depositi marginali resta a -0,2% e quello sui prestiti straordinari a 0,30%, mentre l’incremento dei limiti dell’esposizione sugli acquisti della Banca centrale ha riportato serenità nei listini d’Europa. Il rendimento del Bund decennale si è attestato in leggero ribasso allo 0,731% mentre il tasso Btp quinquennale ha chiuso allo 0,89%, il decennale all’1,92%, e il trentennale al 3,00%, per uno spread Btp/Bund stabile a 119 pt. Il Bonos a 10 anni ha visto il rendimento scendere al 2,10%, per un differenziale col titolo tedesco a quota 136 pt. Dal fronte dei dati macroeconomici, oltre alle dichiarazioni della Bce, si segnala l’aumento ad agosto del Pmi composito dell’Eurozona a 54,3 pt, trainato principalmente dalla crescita tedesca e italiana, con gli indici dei Paesi che indicano un miglioramento del Pil del terzo trimestre dello 0,5%, e il rialzo delle vendite al dettaglio europee, che hanno evidenziato un +0,4% a luglio, e il +2,7% a livello annuale. Sul mercato primario la Francia e la Spagna sono intervenute attraverso corpose aste di titoli a medio/lungo termine: il Tesoro francese ha collocato 8,5 mld di euro di Oat a 8,10 e 15 anni, con una solida domanda per il nuovo titolo decennale; Madrid ha invece emesso 5,908 mld di Bonos a 5, 10, e 29 anni e di Bonosei a 9 anni, con rendimenti in rialzo rispetto alle ultime emissioni. (riproduzione riservata)