E' tornata l'avversione al rischio sui mercati, con le Borse europee che dopo una partenza in positivo hanno virato al ribasso. In una situazione di alta volatilità e di incertezza, gli investitori vendono asset periferici e comprano quelli sicuri come il Bund. In Italia, pesa molto anche il momento di difficolta' che sta attraversando il settore bancario. Da citare, anche la brutta performance per la Grecia, con il rendimento del decennale ellenico che è tornato al di sopra del 10% in scia al crollo della Borsa di Atene (-6,74%), affossata anch’essa dal comparto bancario e dai timori del mercato sulla revisione del piano di salvataggio di Atene. Altri due mondi maggiormente penalizzati sono quelli degli “high yield” e degli emergenti, che patiscono soprattutto le vicende legate al petrolio e alle materie prime. Per entrambi sono ancora possibili “spread” di credito ma entrare direttamente sulle singole emissioni di questi due comparti appare sconsigliabile, quanto meno per gli elevati “spread” denaro/lettera. Nel frattempo, sul fronte macroeconomico pochi i dati annunciati nella giornata di lunedì: la produzione industriale in Spagna a dicembre, e' salita del 3,7%, in calo rispetto al +4,2% del mese di novembre. Netto allargamento dello spread che tratta a 147,49 punti base, con massimo intraday a 149,36 pb, ben al di sopra dei 125,927 pb della chiusura di venerdì’. Il differenziale e' schizzato al rialzo in quanto il rendimento del decennale tedesco e' in calo allo 0,21%, mentre quello italiano e' in forte aumento all’1,69%. (riproduzione riservata).