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Dopo la vistosa correzione di venerdì scorso, il secondario italiano nella giornata di lunedì è tornato in territorio positivo, in linea con la quasi totalità del comparto europeo. L'attesa per le decisioni di Francoforte non ha determinato tuttavia movimenti particolarmente bruschi, con gli investitori che hanno preferito un atteggiamento prudente per evitare di restare scoperti in caso di decisioni inaspettate. Il mercato, però si aspetta almeno un incremento di circa 10 mld di euro del piano di acquisti QE e di un taglio ulteriore del tasso sui depositi di 10 punti base con eventuale introduzione di un sistema differenziato di applicazione del tasso negativo. L’agenda macroeconomica della giornata, ad eccezione dell’indice sul mercato del lavoro americano, l’indice Sentix e degli ordini al settore manifatturiero tedesco, non ha contenuto alcun appuntamento di rilievo. Dalla Germania le notizie sono state relativamente positive con gli ordini che hanno mostrato una flessione più contenuta delle attese. Nello specifico, gli ordini sono scesi dello 0,1% in termini destagionalizzati a gennaio e sono calati dell'1,8% su base annuale. Gli ordini esteri sono aumentati dell’1% mentre quelli interni sono scesi dell’1,6%. Il dato di dicembre e' stato rivisto al rialzo dal -0,7% al -0,2%. L’Indice che misura la fiducia di analisti e investitori nella zona euro è sceso a marzo a 5,5 deludendo le attese che davano il dato di febbraio a 6. In conclusione, lo spread Btp/Bund ha trattato poco mosso a 123,901 punti base rispetto ai 122,973 della chiusura di venerdì scorso (riproduzione riservata)