Avvio di settimana positivo per i governativi della europei, che nella giornata di lunedì hanno continuato a beneficiare dell'annuncio del nuovo pacchetto di misure espansive da parte della Banca centrale europea. Il mercato, anche se un po' in ritardo, ha iniziato ad apprezzare le nuove misure dopo la reazione singolare degli operatori nell’immediato post conferenza della Bce di giovedì; il rendimento del bund tedesco è salito, mentre i titoli sovrani dei paesi periferici sono scesi, con conseguente contrazione dello spread. Infatti lo spread tra i decennali tedeschi e italiani hanno archiviato la seduta in lieve calo a 102.63 pb rispetto al 105,364 punti base di venerdì. La spiegazione è data dall’interesse degli investitori sui titoli di stato italiani perché rendono più dei titoli core (a differenza della curva tedesca la curva dei rendimenti italiani non scenderà sotto zero per tutte le scadenze) e promettono capital gain notevoli con il restringimento dello spread. Superato l'appuntamento della scorsa ottava con la BCE, l'attenzione degli investitori si sposta sulle altre Banche Centrali che saranno chiamate ad esprimersi nelle prossime giornate. Nell’ordine si susseguiranno BoJ martedì 15, Fed mercoledì 16 e BoE giovedì 17. Le attese di un primo rialzo da parte della Fed per marzo erano pressoché pari a zero sino a qualche settimana fa; ora l’idea di un ipotetico rialzo è stato progressivamente spostato a giugno. In conclusione, sul fronte macroeconomico, a gennaio la produzione industriale nell'area euro è rimbalzata del 2,1% su base mensile e del 2,8% a livello annuale, battendo nettamente le attese del consenso fissate a +1,5%. Nel dettaglio, la produzione è salita in tutti i principali settori industriali.