Chiusura della settimana stabile per l’obbligazionario europeo con tassi dei Paesi core in lieve calo, mentre la curva italiana ha segnato un andamento misto, ma con tono generalmente positivo. Nonostante le aste, il Btp continua a fare meglio del corrispettivo spagnolo, con il differenziale tra i tassi che si è spinto ai massimi da metà agosto 2013, in area 27 pt, a causa delle incertezze nel mercato sulla stabilità politica in Spagna. Il Bund decennale ha chiuso allo 0,658% e il rendimento sul Btp si è attestato all’1,84%, per uno spread a 118 pt. Il Bonos decennale ha fatto peggio chiudendo in rialzo al 2,11% con il Bonos/Bund a 144 pt. Dal fronte macroeconomico arriva la crescita dell’industria italiana, sui massimi da 13 mesi, e la conferma dell’inflazione tedesca invariata a livello mensile. L’indice della produzione industriale è aumentato dell’1,1% da giugno, mentre nella media dei primi 7 mesi dell’anno è cresciuto dello 0,7% rispetto allo stesso periodo del 2014; i dati positivi sono segno di un’accelerazione dell’industria italiana connessa ai consumi delle famiglie, ma il presidente della Codacons ha consigliato di prendere i numeri con le dovute cautele, poiché la strada per uscire dalla crisi è ancora lunga e non si può ancora parlare di ripresa economica. Sul primario il Tesoro italiano ha collocato 2,25 mld di Btp al Maggio 2018 con rendimento allo 0,24% e bid-to-cover a 1,59, sono stati poi piazzati 4 mld del nuovo Btp a 7 anni e 1,5 mld di Btp trentennali con tassi a 1,37% e 2,96%. Per tutti i titoli è stato collocato l’ammontare massimo previsto, con rapporti di copertura molto sostenuti e con un costo del finanziamento in calo rispetto all’asta di luglio. (riproduzione riservata)