Giornata quella di martedì dettata dai volumi discreti ma non elevati con il Btp in lieve rialzo in un mercato ormai proiettato verso il meeting Bce del 10 marzo, in un clima di crescente preoccupazione per la tenuta della crescita globale. Nella mattinata gli indici Pmi cinesi hanno offerto un'ulteriore evidenza della contrazione del comparto manifatturiero, cui hanno fatto seguito indicazioni di un netto rallentamento, quasi di fatto uno stallo, dello stesso settore nella zona euro. L'indice manifatturiero europeo si e' infatti attestato a 51,2 punti nella lettura definitiva di febbraio, sui minimi da 12 mesi. Ad “enfatizzare” i timori rimane il fatto che l'Eurozona sia tornata nuovamente in deflazione (dopo i dati pubblicati Lunedì); questo elemento molto probabilmente continuerà a sostenere l'obbligazionario almeno fino alla pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro Usa attesi per venerdì 4. Il deterioramento delle prospettiche economiche europee e la accelerazione delle forze deflazionistiche si sono “fatte sentire” proprio a ridosso della riunione dell’Eurotower. Secondo il mercato il presidente Dragho dovrà concretizzare il suo “Whatever it takes”, pena il rischio di deludere i mercati. In conclusione, sempre sul fronte macroeconomico il tasso di disoccupazione dell'Eurozona e' sceso, per il quinto mese consecutivo, al 10,3% a gennaio dal 10,4% di dicembre, sui minimi dall'agosto del 2011. Il dato e' risultato in calo rispetto alle attese del consenso, con gli economisti che se lo aspettavano al 10,4%. Lo spread Btp/Bund si e' contratto sotto 130 punti base, fino a 125,876 pb, e tratta ora a 126,610 pb rispetto ai 130,933 pb della chiusura di ieri. (riproduzione riservata)