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La performance positiva delle Borse asiatiche, ed inizialmente di quelle europee, hanno acceso l’appetito per il rischio degli investitori nella prima parte della giornata a scapito dei bond dell’Eurozona, ma sul finale di seduta i rendimenti dei titoli di stato si sono generalmente stabilizzati sui valori precedenti, accompagnati dalla flessione dei listini. Nel frattempo il Qe continua a dare i suoi frutti, dato che le condizioni di finanziamento dei periferici continuano a convergere verso quelle degli Stati centrali e si assiste all’aumento dei flussi di credito; si attendono però i prossimi sviluppi sul fronte Fed per decidere sull’eventuale prolungamento del programma intrapreso. Il tasso del Bund decennale si è attestato allo 0,592% e il rendimento del Btp italiano a 10 anni ha chiuso all’1,70%, per uno spread con il titolo tedesco a quota 111 pt. Sul fronte dei dati macro, la produzione industriale tedesca è crollata ad agosto dell’1,2%, guidata dai significativi cali sui beni d’investimento, sull’energia e nel settore delle costruzioni. Il Gilt britannico a 10 anni ha visto salire il tasso all’1,82%, influenzato dal decremento annuale dello 0,8% della produzione manifatturiera della Gran Bretagna. Sul mercato primario la Germania ha collocato 3,253 mld di euro di titoli di stato decennali con rendimento allo 0,62%, in calo rispetto all’emissione precedente, per i quali si è riscontrata una domanda debole ed incapace di coprire l’offerta di Berlino. Infine la Grecia ha piazzato 1,1365 mld di euro di Bill a 26 settimane per il rifinanziamento di debito a breve in scadenza; i titoli semestrali sono stati assegnati al rendimento del 2,97%, invariato rispetto all’asta precedente di settembre, con bid-to-cover a 1,3. (riproduzione riservata)