L’effetto del QE continua a farsi sentire sul mercato obbligazionario: sono stati aggiornati infatti molti minimi storici dei titoli europei decennali. Il rendimento del Btp ha toccato l'1,15%, il Bonos l'1,11% ed infine il Bund lo 0,199%. Abbassamento genere della curva dei rendimenti italiana, dove spicca il trentennale, sceso al di sotto del 2%. Spread in calo in tutta la periferica, con il differenziale Btp/Bund che ha chiuso a circa 93 punti base. Importanti conferme arrivano anche dal mercato primario: la Grecia ha oggi collocato 1,3 mld in Bill a 13 settimane, con rendimenti in rialzo al 2,70% dal 2,50% precedente, con bid-to-cover fermo a quota 1,3. Il Tesoro italiano ha invece collocato 6,5 mld in Bot a 1 anno, con nuovo rendimento minimo storico allo 0,079% (bid-to-cover 1,77). La Germania ha invece emesso 4,09 mld di Schatz a 2 anni con rendimento negativo sui minimi a -0,24% e bid-to-cover in crescita al 2,2. Oggi ha inoltre parlato Mario Draghi, che ha difeso le misure con cui è stato introdotto il QE ed ha parlato dell’indebolimento dell’euro. La moneta unica continua infatti a perdere terreno contro il dollaro, con il cambio che è sceso al di sotto di quota 1,06, nuovi minimi dal 2003. Secondo il presidente della Bce comunque non ci sono ancora i segnali di una chiara accelerazione economica dell’Eurozona, dunque il cambio non dovrebbe risalire nel breve. Grande importanza avrà la riunione del Fomc della prossima settimana, dalla quale potrebbero arrivare importanti indicazioni sul futuro comportamento della Fed sui tassi. (riproduzione riservata)