I rendimenti del reddito fisso dell’Eurozona si sono attestati sui valori della precedente seduta, dopo che nella mattinata hanno beneficiato della discesa intrapresa sulle parole di Mario Draghi. Il tono da colomba utilizzato giovedì ha sorpreso il mercato, confermando la volontà di estendere il Qe già a Dicembre e lasciando la porta aperta alla riduzione del tasso sui depositi, attualmente al -0,20%. A proposito di questa possibilità, gli esperti di Deutsche Bank prevedono che, nella riunione di fine anno, la Bce taglierà di 10 pt base il tasso sui depositi al -0.30%, mantenendo però il corridoio inalterato. Il tasso del Bund decennale ha chiuso allo 0,508%, mentre il Btp a 10 anni ha visto il rendimento attestarsi all’1,49%. Da segnalare il primo sconfinamento in territorio negativo del tasso del benchmark italiano a due anni, che nella prima parte della giornata è sceso fino al -0,005% e che ha chiuso poi allo 0,02%. I differenziali sono rimasti invariati: Btp/Bund a 99 pt e Bonos/Bund a 113 pt, con il rendimento del Bonos decennale all’1,63%. Sul fronte macroeconomico l’indice Pmi composito dell’area euro di ottobre, secondo la lettura preliminare, si è attestato a 54 pt, in rialzo rispetto a settembre. Il dato manifatturiero si è dimostrato migliore delle attese a 52 pt e quello dei servizi, sempre al di sopra del consenso, ha registrato un rialzo a 54,2 pt. Buono spunto, inoltre, della ripresa dei consumi in Italia: l’indice delle vendite al dettaglio di agosto è aumentato dell’1,3% su base annua e dello 0,1% su base trimestrale. Il rendimento del Treasury decennale viaggia in salita al 2,09%, dopo che il Pmi manifatturiero Usa, nella lettura preliminare, si è attestato in rialzo a 54 pt ad ottobre. (riproduzione riservata)