Apertura di settimana positiva per il secondario italiano, in linea con la zona euro, sostenuto dall’andamento dei mercati azionari e comparto bancario nello specifico. La situazione però è destinata a rimanere ad alta volatilità, con il mercato in attesa di conoscere quali saranno le prossime mosse attuate per il comparto bancario; infatti il Bund, con il rendimento del benchmark a 10 anni è passato dal minimo ad un anno nella mattinata (0.08%) a chiudere a 0,111%. Il Bund indipendentemente da queste fluttuazione continua a essere molto forte, in quanto sui periferici pesano varie problematiche, tra cui i negoziati greci e il referendum sulla Brexit. Dal lato macroeconomico pochi sono stati gli spunti; da segnalare è stato il calo, appena sotto le attese, della produzione industriale italiana a febbraio, mese in cui si è registrato un rientro della fiammata con cui si era aperto l'anno. Nella giornata di martedì intanto prenderanno il via le aste di metà mese con il Tesoro che offrirà 6 miliardi di Bot annuali (contro 6,5 miliardi in scadenza) mentre mercoledì sarà la volta del collocamento a medio lungo in cui il tesoro metterà a disposizione degli investitori 6,750-8,250 miliardi in Btp a 3, 7, 15 e 30 anni tra cui il nuovo titolo a tre anni (aprile 2019, cedola 0,10%) Attivo sul primario anche il tesoro spagnolo che nella giornata di martedì metterà a disposizione degli investitori nuova carta fino a tre miliardi di euro. In conclusione, il differenziale di rendimento tra Btp e Bund a 10 anni è salito a 123 punti base rispetto ai 122 pb del finale di seduta di venerdì. (riproduzione riservata)