Seduta ancora positiva per l’obbligazionario europeo. Gli investitori sono fiduciosi riguardo il raggiungimento di un accordo tra Grecia e Ue entro domenica. Tutto sommato i bond europei questa settimana, a differenza dell’azionario, non hanno mai mostrato particolari segni di tensione, grazie anche alla solida posizione della Bce. Il governo greco ha chiesto un nuovo piano di aiuti triennale al fondo salva-stati e l’Europa attende ancora i dettagli del programma di riforme su tematiche fiscali e previdenziali. Il sentiment di mercato è positivo ma la cautela è d’obbligo, basterebbe infatti un piccolo passo falso per ribaltare la situazione. Dopo 5 estenuanti mesi di trattative non è mai stato trovato un punto d’incontro e il 20 luglio scadrà il rimborso da 3,5mld alla Bce: domenica sarà l’ultima chiamata per la Grecia. Sul secondario europeo fisiologico aumento del rendimento del Bund decennale tedesco, salito allo 0,73%. Netto rialzo per l’obbligazionario spagnolo e portoghese mentre più stabili i Btp italiani con il tasso quinquennale all’1,18%, decennale al 2,17% e trentennale al 3,17%. Prosegue la discesa dei differenziali con lo spread Btp/Bund a 143pb e il Bonos/Bund a 142pb. Dal lato macro, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione in negli Stati Uniti è salito a 297.000 unità, comunque vicino ai minimi storici, segno dei continui miglioramento dell’occupazione americana. Dalle minute dell’ultima riunione, la Fed appare preoccupata sul fronte Grecia e il rialzo dei tassi potrebbe slittare ancora: nel frattempo il rendimento del Treasury viaggia sul 2,27%. La moneta unica europea non mostra segni di cedimento con il cambio Eur/Usd che resta ancorato a 1,1036. (riproduzione riservata)