Torna a farsi sentire il peso della Grecia sul mercato obbligazionario europeo. La seduta odierna è stata caratterizzata da forte prese di beneficio, che hanno colpito in modo particolare il Bund decennale, il cui rendimento si è attestato allo 0,104% dopo aver toccato il minimo storico a 0,043% venerdì scorso. Le prese di beneficio hanno interessato anche gli altri bond governativi dei paesi core dell'euro, in particolare Austria, Finlandia e Olanda. La tendenza al rialzo dei rendimenti ha colpito anche i periferici: il Btp decennale si è attestato all'1,47%, con lo spread il leggero calo a 137 punti base. Secondo gli analisti la situazione di Atene in generale sta peggiorando e gli stessi greci stanno pian piano perdendo fiducia nel Governo Tsipras e nella sua capacità di ridurre le politiche di austerità. Fino a ora si sperava in una soluzione di compromesso con i creditori, ma per come stanno le cose adesso la speranza che l'ex Troika approvi le misure di Atene e' praticamente nulla. Inoltre la Bce, secondo indiscrezioni di stampa, starebbe studiando delle misure per ridurre la liquidità di assistenza Ela (Emergency liquidity assistance) agli istituti di credito ellenici. La situazione dei titoli di stato ellenici è ormai drammatica, con il decennale che presenta un rendimento al 13,7%, ai massimi dal dicembre del 2012, e il biennale vicino al 30%; da segnalare l'allargamento dello spread bid-offer sui titoli greci con scadenza a 2 anni (arrivato a 60 punti base), che indica un peggioramento delle condizioni di liquidità sul mercato del debito pubblico ellenico. Sul fronte macroeconomico, imprevista inversione di rotta dell'indice Zew, che ha registrato un calo a 53,3 punti, dai 54,8 di marzo. (riproduzione riservata)