Lo spread Btp/Bund sale a 122,283 pb dopo il nulla di fatto della Bce che ha lasciato l'amaro in bocca ai mercati. Mario Draghi ha ribadito che la scadenza del QE può essere estesa fino a quando non verrà raggiunto il target d'inflazione, confermando gli 80 mld di euro di acquisti mensili. La discussione sulle possibili ulteriori opzioni in merito all'attuazione ed al ridisegno del piano di acquisti, è stata affidata ai comitati interni competenti. Il board non ha discusso alcuna opzione, ma Draghi ha ribadito che rimane intenzionato ad agire se necessario. Gli operatori erano arrivati all'incontro di oggi con l'attesa di ulteriori misure e di una più esplicita disponibilità a nuove manovre nei prossimi mesi. L'assenza di riferimenti a tal riguardo ha comportato un effetto delusione nel breve termine. L'effetto per ora si è concretizzato in termini di tassi governativi in rialzo, euro in rafforzamento e vendite sulle borse. Anche se Draghi ha detto che l'estensione del QE non è stata ancora discussa, è probabile che il Consiglio lo prolunghi oltre marzo 2017. Tuttavia il problema della scarsità dei titoli tedeschi idonei agli acquisti costringerà la Bce a modificare i criteri del QE. Oggi la Bce non ha agito a fronte dei recenti dati macro positivi, ma presto dovrà farlo, dato che le pressioni sui prezzi restano molto deboli. Inoltre se il Pil continuerà a crescere a tassi dello 0,3% t/t o inferiori, la Bce farà fatica a raggiungere l'obiettivo di medio termine sull'inflazione. L’apprezzamento dell'euro rispetto al dollaro può rappresentare un'ulteriore minaccia per le prospettive di crescita. Probabilmente entro dicembre la Bce annuncerà un'estensione di 6 mesi del QE e aumenterà il ritmo degli acquisti. (riproduzione riservata)