I rendimenti dei titoli di Stato dell’area Euro si sono attestati sui valori della seduta precedente, registrando leggeri cali a metà giornata, sulla scia del tono da colomba che è emerso dalle minute della Bce, riguardanti la riunione del 3 settembre. Sui verbali si legge chiaramente che la situazione economica complessiva è più difficile rispetto al contesto pre-estivo: mentre i rischi al ribasso per l’inflazione sono aumentati, gli ultimi sviluppi in Cina dovranno essere interpretati più a fondo per capire meglio le implicazioni che ne deriveranno per i Paesi europei. Dopo la Bce, gli investitori attendono ora i verbali dell’ultimo Fomc che saranno pubblicati giovedì sera, per seguire nelle prossime settimane i dati statunitensi più significativi. Il rendimento del Bund decennale ha chiuso in lieve ribasso allo 0,589%, mentre la curva italiana ha fatto lievemente peggio: Btp quinquennale allo 0,70%, decennale all’1,69% e trentennale al 2,79%, per uno spread Btp/Bund fermo a 110 pt. Il tasso decennale spagnolo si è attestato sull’1,84% per il differenziale con l’omologo tedesco a 125 pt. Sul fronte macroeconomico la bilancia commerciale della Germania ha rilevato un surplus di 19,6 mld di euro ad agosto, in calo rispetto a luglio, con l’export che ha registrato la contrazione più marcata da 7 anni del 5,2% mensile. Dall’altra parte dell’Oceano il tasso del Treasury decennale viaggia lievemente in rialzo al 2,08%, dopo che i sussidi settimanali di disoccupazione sono calati più delle attese, segnando una flessione di 13 mila unità a 263 mila. Sul primario infine l’Irlanda ha collocato 1 mld di euro di titoli a 15 anni, con rendimento in calo all’1,653% rispetto all’1,816% dell’emissione di settembre. (riproduzione riservata)