
Lunedì 27 aprile Banco Bpm ha quotato su Cert-X 10 nuovi certificati a rendimento cedolare denominati «Difesa 50»: in termini di struttura sono degli Autocallable Equity Premium e nell’occasione solo legati a singoli titoli azionari, quindi non espongono l’investimento a quel surplus di rischio che fisiologicamente si dovrebbe affrontare in presenza di panieri di tipo «Worst of». Hanno una scadenza biennale (27 aprile 2028), che sarà però accompagnata da una fitta sequenza di finestre mensili di possibile esercizio anticipato, che si attiveranno al termine del primo anno (20 aprile 2027) e che potranno quindi anche dimezzare la durata effettiva dell’investimento. Se in una delle date di valutazione previste un sottostante chiuderà a un livello almeno pari al 100% del suo valore iniziale, rilevato lo scorso 23 aprile, il relativo certificato sarà liquidato al suo prezzo di emissione (100 euro).
Sempre con cadenza mensile, partendo però già dal prossimo 27 maggio, ognuno dei certificati di questa tranche potrà pagare una serie di importi addizionali di importi addizionali di ammontare compreso tra lo 0,60% (7,2% annuo) e l’1,05% lordo (12,6% annuo). L’aspetto interessante è che per tutto il primo anno questi premi saranno di tipo incondizionato, cioè saranno tutti pagati indipendentemente dal comportamento del sottostante, mentre solo successivamente saranno vincolati al rispetto di una «Soglia Cedola» posta per tutti al 60% del rispettivo valore iniziale. Gli importi condizionati potranno inoltre beneficiare dell’effetto memoria, in ragione del quale i premi eventualmente non corrisposti potranno essere sempre recuperati alla prima occasione utile, nel momento in cui la condizione di pagamento dovesse tornare verificata. In sostanza, per tutto il periodo nel quale non sarà attiva l’opzione di esercizio anticipato, i premi saranno garantiti, mentre nell’arco del secondo anno, la stessa condizione di esercizio e quella di pagamento delle cedole andranno ad affiancarsi in ognuna delle date di valutazione mensili.
A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi tre scenari alternativi: a) se il sottostante chiuderà a un livello almeno pari alla Soglia Cedola, posta come detto al 60% dello strike, il certificato sarà liquidato al suo valore nominale e pagherà l’ultimo premio più quelli eventualmente in memoria; b) se il sottostante chiuderà a un livello almeno pari alla barriera, posta per tutti al 50% dello strike, ma inferiore alla Soglia Cedola, il certificato sarà liquidato al suo valore nominale e non pagherà alcun premio finale, né potrà recuperare quelli eventualmente in memoria; c) se il sottostante chiuderà infine al di sotto della barriera, cioè avrà maturato una perdita finale superiore al 50%, il certificato replicherà la performance maturata dallo stesso, imponendo quindi di fatto un risultato negativo. (riproduzione riservata)