Lo spread Btp/Bund viaggia in rialzo, col differenziale tra il decennale italiano e quello tedesco che tratta a 138,541 pb rispetto ai 134,625 della chiusura di ieri con minimo a 135,507. L’Euromot è stato colpito in pieno prima dal terremoto brexit, con beneficio dell’obbligazionario di alta qualità che ha segnato nuovi massimi storici di prezzo, in particolare il decennale tedesco è quello ha visto una vera e propria corsa agli acquisti, pur trattando a tassi di rendimento negativi. A seguito degli stress test sulle principali banche europee, e a seguito delle difficoltà di Deutsche Bank registrata negli stessi, oggi ha tenuto banco il caso Mps, con l’Istituto di Francoforte che ha lanciato (in modo più o meno pubblico) un chiaro messaggio all’istituto senese, in merito alla gestione dei Npl. Il titolo oggi è sceso bruscamente in doppia cifra percentuale, trainando giù il settore bancario italiano in primis, ma anche quello europeo (stoxx banche -1,6%). Il Mot ha abbandonato quel clima favorevole di cui ha goduto fino al pre-referendum, ricco di nuove emissioni e spinto dall’ottimismo che il Qe targato Bce e le T-Ltros avrebbero dovuto motivare. Poi però il voto, e si è tornati in un clima molto simile a quello del 2011, in cui i paesi periferici si recavano a Bruxelles a chiedere concessioni di vario genere in modo disordinato e ricevendo dei puntuali “Nein”, come quello recente proferito dalla Cancelliera tedesca Angela Merkel in merito alla volontà del governo italiano di “modificare le regole del gioco” in tema di salvataggi bancari. Forse la lezione della Brexit non è servita a far ragionare l’europa ed il comparto bancario europeo in particolare come un “unicum”, regredendo in realtà alle solite contrapposizioni Nord-Europa/Sud-Europa. (riproduzione riservata)