
Unicredit bank ha quotato ieri sull’Mtf SeDeX di Borsa italiana una nuova tranche di 11 Step Down Cash Collect su altrettanti panieri “Worst of”, che presenta come principale elemento d’interesse la scelta dell’emittente italiano di includere Banca Mps in ben nove dei prodotti proposti. In vista della pubblicazione dei risultati del terzo trimestre 2024, prevista il prossimo 8 novembre, il titolo è al centro dell’attenzione del mercato anche per via delle speculazioni legate alla prevista cessione di un’ulteriore quota, la terza, acquisita dal Tesoro con il salvataggio del 2017.
Tornando ai certificati appena quotati da Unicredit, hanno una scadenza triennale (21 ottobre 2027), accompagnata da una fitta sequenza di finestre mensili di esercizio anticipato, che si attiveranno al termine del primo semestre (24 aprile 2025) e nelle quali ogni certificato potrà essere liquidato al prezzo di emissione se anche l’azione peggiore del paniere chiuderà a un prezzo almeno pari al cosiddetto livello di rimborso anticipato, che nell’occasione sarà appunto di tipo “Step Down”: nello specifico, partendo da un livello iniziale pari al 100% dello strike, la soglia limite diminuirà di cinque punti ogni cinque mesi, fino ad arrivare eventualmente a un minimo dell’80% a dicembre 2026. Questo meccanismo garantirà una maggiore efficienza e durabilità all’opzione di esercizio anticipato anche in presenza di uno scenario negativo, che dovesse allontanare uno o più titoli di un paniere dal rispettivo valore iniziale.
Sempre con cadenza mensile, partendo però già dal prossimo 28 novembre, saranno inoltre pagati dei premi periodici di tipo condizionato, di ammontare compreso tra 1,04 e 1,48 euro, che saranno vincolati al rispetto di una soglia limite posta per tutti al 55% dello strike. Se nelle diverse date di valutazione previste nessuno dei titoli in gioco farà registrare una perdita superiore al 45%, il premio di competenza sarà corrisposto, mentre in caso contrario la cedola sarà accantonata per poter essere recuperata successivamente. Tutti questi importi potranno infatti beneficiare dell’effetto memoria, in virtù del quale, appunto, i premi eventualmente trattenuti potranno essere sempre incassati alla prima occasione utile, scadenza compresa, nel momento in cui la condizione di pagamento dovesse risultare nuovamente verificata.
Alla data di valutazione finale, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi due scenari alternativi: a) rimborso al prezzo di emissione e pagamento di tutti i premi dovuti se nessuno dei titoli in gioco chiuderà al di sotto della barriera, posta sempre al 55% dello strike; b) rimborso commisurato alla performance negativa del sottostante peggiore se anche un solo titolo chiuderà al di sotto della barriera. (riproduzione riservata)