In una giornata priva di rilevanti dati macroeconomici e aste sul mercato primario, l'obbligazionario europeo ha vissuto una giornata all’insegna dei ribassi dei rendimenti, in particolare i periferici. La notizia più importante sul fronte greco è che la Bce ha nuovamente aumentato il limite dei rifinanziamenti di emergenza, tramite il suo canale Ela a favore delle banche della Grecia Sale (75,5 miliardi di euro dai precedenti 74). La curva dei rendimenti italiani ha subito abbassamenti per tutte le scadenze: il biennale è allo 0,159%, il quinquennale allo 0,616% ed il decennale è sceso all’1,4%. In leggero rialzo il costo di finanziamento del Bund decennale, allo 0,16%, per uno spread in netto calo a quota 123 punti base. Secondo gli analisti, solo un ritorno al di sotto dell’1,40% del decennale italiano indicherebbe un reale ridimensionamento per le tensioni della situazione ellenica, dato che l’Eurogruppo in programma per venerdì a Riga sarà quasi sicuramente un’altra occasione persa per il Governo di Atene per sbloccare la nuova tranche di aiuti. In questo contesto, la tappa fondamentale sarà il nuovo meeting fissato l’11 maggio, giorno precedente alla scadenza dei debito greci verso l’Fmi, pari 770 mln di euro. Rispetto alla seduta di ieri, sono leggermente rientrati i rendimenti dei titoli di stato ellenici, che rimangono comunque molto preoccupanti: il biennale è al 28%, mentre il decennale al 13%. Da segnalare il movimento al rialzo del rendimento del Treasury decennale dopo la pubblicazione delle vendite di quantità abitative esistenti negli Usa, salite nel mese di marzo: il dato ha fatto riemergere il rischio che la Fed possa anticipare il rialzo dei tassi.