Il Tesoro italiano ha chiuso stamattina la tornata d’aste di fine mese, facendo il pieno anche sul medio-lungo periodo. Il mercato ha assorbito il massimo previsto di Btp (6,75 miliardi di titoli) e di Ccteu (3,25 miliardi), facendo registrare rendimenti in netto restringimento. Nel dettaglio, sono stati piazzati 3 miliardi di Btp a 5 anni con rendimento in calo all'1,88 dal 2,14% precedente, 3,75 miliardi di titoli decennali al 3,29% (dal 3,42%) e 3,25 miliardi di Ccteu all'1,30%. In leggera contrazione anche la domanda: il rapporto di copertura sul titolo decennale è sceso a 1,25 da 1,58, mentre il il Bid-to-cover del Btp a 5 anni è stato relativamente buono e quello del Ccteu è stato pari a 1,31. La debolezza della domanda è dovuta al calo dei rendimenti sui titoli di Stato italiani a 5 e 10 anni, che iniziano ad invogliare meno gli investitori. Il calo della domanda sulla carta a 5 e 10 anni risente inoltre del nuovo Btp Italia a 6 anni, che verrà lanciato a metà aprile e che potrebbe aver catturato le preferenze degli operatori.
Sul secondario il sentiment per il mercato obbligazionario italiano resta positivo, in linea con l'intero comparto dei titoli di Stato dell'Eurozona. Il rendimento del Btp decennale dopo le aste è a quota 3,30%, in linea con la chiusura di ieri; lo spread, dopo essere sceso a 173,80 centesimi, allarga leggermente a 175 punti base. Il differenziale Bonos-Bund segna invece 169 basis points, per un tasso del 3,25%.
Fra i dati macro in agenda oggi, l'indice di fiducia economica dell’Eurozona ha confermato uno scenario di miglioramento dell'area nel 2014, avendo raggiunto a marzo i massimi dal terzo trimestre del 2011; l'indicatore ha registrato infatti 102,4 punti, in rialzo dai 101,2 di febbraio e dai 101,5 del consenso.
Notizie meno incoraggianti sono arrivate invece dai numeri sull’inflazione spagnola e tedesca, le cui letture sotto le attese lasciano qualche dubbio sul dato complessivo dell’area euro, che verrà reso noto lunedì. Nel dettaglio, l'inflazione armonizzata preliminare della Spagna ha deluso le aspettative degli analisti, scendendo dello 0,2% su base annua, al di sotto del consenso e del dato di febbraio. Annalisa Piazza, strategist di Newedge, evidenzia che il dato "rappresenta il primo caso di deflazione dal 2009, quando l'indice dei prezzi al consumo venne trascinato al ribasso da un ampio declino dei prezzi delle commodity". Dopo la Spagna è stata anche la volta della Germania; secondo la lettura preliminare, l'indice dei prezzi al consumo è cresciuto a marzo dello 0,3% a livello mensile dopo il +0,5% di febbraio.
Sul MOT le scadenze più trattate conducono gli scambi in rosso: il BTP-1FB37 4% cede lo 0,11%, il BTP TF 3,75% ST24 EUR lo 0,16% e il BTP TF 4,75% ST44 EUR lo 0,15%. I peggiori della seduta sono invece gli indicizzati BTPI-15ST23 2,6% (-0,43%), BTPI-15ST26 3,1% (-0,35%) e BTPI TF 2,35% ST24 E (-0,31%). La classifica dei “migliori” vede in testa il BOT ZC AG14 S EUR e il BTP-1MZ21 3,75%, che scambiano poco sopra la parità.