L’Italia inizia la settimana col piede giusto, facendo il pieno di liquidità nell'asta di Bot semestrali. Nel dettaglio, il Tesoro di Roma ha collocato titoli per 7 miliardi di euro, realizzando rendimenti in leggera crescita allo 0,594% dallo 0,504% del collocamento di fine marzo. L'emissione odierna è stata assorbita facilmente dagli investitori, visti anche i rimborsi che ammontavano a 8 miliardi di euro: la domanda è stata robusta, pari a 11,242 miliardi, per un rapporto di copertura a 1,61.
“La domanda resta molto elevata, con il rendimento che è rimasto sostanzialmente invariato”, ha commentato un gestore obbligazionario contattato da MF-Dowjones, aggiungendo che “si conferma la buona fase dei mercati, con gli investitori che continuano a credere nei titoli italiani e a comprarli. Comunque, queste emissioni non sono molto rilevanti e l'appuntamento più importante resta quello di domani”, quando l’Italia sarà impegnata sul primario con il collocamento di 2,75-3,5 miliardi in Btp al 2019 e 2024 e 1,75-2,5 miliardi di euro in Ccteu al 2019.
Dopo l'asta, lo spread tra il Btp italiano e il Bund di Berlino resta pressocchè invariato a quota 164 centesimi, per un tasso retributivo pari a 3,14%; il differenziale tra Spagna e Germania viaggia invece a 157 punti base, col Bono che rende il 3,08%.
Il calendario macro odierno si presenta poco ricco, con l’indice sulla fiducia dei consumatori in Italia e le vendite al dettaglio giapponesi. Ad Aprile la fiducia dei consumatori del Bel Paese è aumentata a sorpresa a 105,4 punti dai 101,9 di marzo, raggiungendo i livelli massimi da oltre quattro anni. Newedge spiega che “lo spaccato del dato mostra un solido rimbalzo di tutte le componenti principali”:la componente economica “è aumentata di 7 punti a 115,1, segnalando che la situazione politica è vista come un fattore di sostegno per l'attività futura”, mentre l'indice relativo al clima futuro è salito di quasi 4 punti a 109,4 e la valutazione del clima corrente a 101,6 da 97,9.
I dati giapponesi hanno invece evidenziato un rialzo delle vendite al dettaglio nel mese di marzo, salite dell'11%, battendo il consenso degli economisti a +10,2%.
In settimana sono attese le letture preliminari sull’inflazione dei Paesi dell’Eurozona; secondo gli esperti di Unicredit, “letture deboli offrirebbero sostegno all'intero mercato, favorendo la buona performance dei bond periferici in scia alle speranze per il QE”, mentre “risultati elevati tenderebbero a lavorare nella direzione opposta”; Rabobank ricorda che diversi esponenti dell’Eurotower, incluso Draghi, si aspettano una lettura “in rialzo rispetto a marzo” e il consenso degli economisti si piazza a +0,8%.
Diversi anche gli appuntamenti statunitensi, con i dati sul Pil del primo trimestre, il Fomc, l'indice Ism e i payroll.