Mercoledì poco mosso per l’obbligazionario europeo che attende con “relativa” tranquillità il verdetto della riunione della Fomc sui tassi d’interesse. I titoli di stato dei paesi core nella giornata di martedì non sono riusciti a beneficiare dei ribassi dei prezzi del petrolio e della performance sotto tono dei listini. Questo perché il verdetto della Fed è, al momento, l’unica cosa che conta; la reazione dei mercati dipenderà principalmente dalla determinazione della Banca Centrale nel riprendere il ciclo di rialzo dei tassi per l’anno corrente. Basse rimangono le probabilità di un’azione della Fed (4%) mentre quella di un aumento dei tassi per quest’anno si attesta all’80%. In attesa della conferenza, sul primario, la Germania ha collocato 3,259 mld di euro di Bund decennali allo 0,3%, in rialzo rispetto alla 0,26% dell'emissione di un mese fa. La risalita del rendimento e l'ammontare ridotto in offerta hanno permesso al Tesoro tedesco di evitare l'ennesima asta scoperta. Il rapporto di copertura si e' infatti attestato a 1,4 dall'1,2 del precedente collocamento. Sul fronte macroeconomico, dopo i dati pubblicati nel primo pomeriggio lo spread tra i rendimenti dei T-Note a 2 e 30 anni ha toccato quota 174 punti base, sui minimi da dicembre del 2008, con il differenziale tra il biennale e il decennale che è calato a 98 pb, vicino ai minimi di febbraio a 95 pb, livello che non si vedeva dal 2007. La curva dei rendimenti dei Treasury si sta appiattendo, tutto in scia per il ritorno in auge dei rialzi dei tassi prevista (per il 2016) da parte della Fed. Lo spread Btp/Bund tratta ora a 103.23 punti base con minimo a 102,307 pb, in lieve calo rispetto alla chiusura di ieri a 105,365 pb. (riproduzione riservata)