Poche novità dal meeting di aprile del Consiglio direttivo della Bce, che ha deciso di mantenere nuovamente fermi i tassi di interesse. Il numero uno dell’Eurotower ha usato toni da colomba, ribadendo il suo impegno ad agire in qualsiasi momento; tra le varie misure a disposizione per contrastare la bassa inflazione, nel rispetto del mandato, il direttivo della Bce ha oggi fatto riferimento a un “quantitative easing” sul modello della Fed. Dalle parole di Mario Draghi si leggono dunque poche preoccupazioni sull'outlook dell'inflazione nel medio termine, nonostante il calo dell'indice dei prezzi al consumo a marzo.
Dopo l’annuncio Bce su tassi di interesse fermi lo spread tra il Btp decennale e il Bund tedesco viaggia in ribasso a 166 basis points, per un tasso retributivo del 3,27%; tre centesimi più in basso si trova invece il differenziale tra Spagna e Germania a 163 centesimi, con il Bono che prezza un rendimento del 3,24%.
Oggi sul primario la Spagna è andata in asta con Bonos a 5, 10 e 12 anni. Il Tesoro di Madrid ha collocato 5,58 miliardi di nuova carta, posizionandosi poco al di sopra del target massimo di emissione di 5,5 miliardi. La domanda per la carta spagnola è stata robusta, tra 1,7 e 2,2 volte l'offerta, e i rendimenti sono in discesa su tutte le scadenze; in particolare, quello sul titolo quinquennale è sceso sui minimi dall'introduzione dell'euro. Sul fronte aste, anche la Francia ha assegnato Oat a 7, 10 e 31 anni per circa 7,5 miliardi di euro. L’emissione ha registrato tassi in discesa ed è stata accolta molto bene dal mercato, con rapporti di copertura pari a 2,98 per la carta a 7 anni, 1,96 per quella a 10 anni e 2,42 per il titolo a 31 anni.
Il calendario macroeconomico di oggi segna alcuni dati per l’Eurozona; l'indice Pmi complessivo dell’area euro ha registrato un calo a marzo, fermandosi a 53,1 punti contro il consenso a quota 53,2. Il valore resta largamente sopra la soglia dei 50 punti che delimita il territorio di espansione. Sempre per l’Eurozona, l’indice relativo ai servizi di marzo è sceso a 52,2 punti dai 52,6 punti di febbraio, mentre in Italia è calato in fase contrazione, a 49,5 punti. E’ andata meglio per le vendite al dettaglio dell’Eurozona, salite a febbraio dello 0,4% su base mensile e dello 0,8% a livello annuale; il dato sopra le attese è il secondo rialzo consecutivo delle vendite nell’area euro.
Fra i dati statunitensi, in attesa dei non farm payroll di domani, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione hanno dato qualche indicazione sul mercato del lavoro; nonostante l’aumento di 16.000 unità, la lettura conferma che il mercato del lavoro americano sta procedendo nella giusta direzione.