
Martedì scorso, 22 aprile, Bnp Paribas ha quotato sul SeDeX una nuova tranche di cosiddetti Maxi Cash Collect: la gamma comprende 15 certificati indicizzati ad altrettanti panieri di tipo («Worst of» composti da tre o quattro titoli azionari, tutti con scadenza triennale (28 aprile 2027). Appartengono evidentemente alla categoria dei «Cash Collect» e come tali prevedono il pagamento di una serie di premi periodici vincolati all’andamento del sottostante, che nell’occasione è rappresentato dal titolo che all’interno del paniere farà registrare di volta in volta la performance peggiore nelle diverse date di valutazione. Nel caso specifico, questi certificati prevedono tutti il pagamento di un premio lordo trimestrale «standard» di ammontare compreso tra l’1% e l’1,10% lordo del valore nominale (100 euro): questi importi saranno corrisposti a partire dal 29 ottobre prossimo, se nelle date di valutazione previste nessun titolo del paniere chiuderà al di sotto della barriera, posta al 30%, 40%, 50% o 60% del rispettivo valore iniziale, a seconda dello strumento. In sostanza, se nemmeno il peggiore dei sottostanti in gioco («Worst of» appunto) avrà maturato una perdita superiore al 70%, 60%, 50% o 40% rispetto allo strike, l’importo trimestrale sarà pagato, mentre in caso contrario non sarà distribuito. Grazie all’effetto memoria, tutti gli importi non corrisposti potranno però essere sempre recuperati alla prima occasione utile o eventualmente anche a scadenza, nel momento in cui la condizione di pagamento dovesse risultare nuovamente verificata.
Il pagamento dei premi trimestrali inizierà solo da ottobre, quindi al termine del primo semestre, dipende dal fatto che dopo i primi tre mesi (28 giugno 2024) è previsto lo stacco di un cosiddetto «Maxi Premio»: si tratta di un importo unico, che nell’occasione sarà anche di tipo incondizionato, che sarà pagato al termine del primo trimestre indipendentemente dallo scenario di mercato. Di fatto, il Maxi Premio è il primo della serie di premi trimestrali previsti, ma si distingue in modo evidente dagli altri sia per l’ammontare, che potrà andare da un minimo del 15% a un massimo del 20% lordo, sia per il fatto di non dover sottostante ad alcuna condizione di pagamento.
Sempre con cadenza trimestrale, partendo ancora dalla fine del secondo trimestre (29 ottobre 2024), è inoltre prevista una classica opzione di esercizio anticipato, che si potrà realizzare se in una delle date di valutazione previste i titoli in gioco faranno segnare tutti una performance non negativa, cioè chiuderanno tutti a un livello almeno pari al rispettivo valore iniziale. Se questa condizione si verificherà, il certificato sarà rimborsato al suo valore nominale (100 euro), maggiorato del premio di competenza e di quelli precedenti eventualmente in memoria.
A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi due scenari alternativi: a) se tutti i titoli in gioco chiuderanno a un livello pari o superiore alla barriera, il certificato rimborserà il prezzo di emissione più l’ultimo premio e quelli eventualmente in memoria; b) se anche solo una delle azioni chiuderà invece al di sotto della Barriera, il certificato replicherà la performance maturata dal titolo peggiore. (riproduzione riservata)