Il Tesoro italiano ha inaugurato con lo spirito giusto la tre giorni d’aste di fine mese, vendendo con successo tutti i 2,5 miliardi di euro di Ctz a 2 anni. Il rendimento della carta italiana ha registrato un calo di ben 12 punti base rispetto alla precedente emissione, segnando un costo del finanziamento sui minimi storici allo 0,707%; ottimo anche il rapporto di copertura, per un Bid-to-cover pari a oltre due volte l'offerta di titoli. L’esito odierno è la prova che non ci sono pressioni sul debito italiano e fornisce supporto alle emissioni dei prossimi giorni: domani la tornata d’aste proseguirà con il collocamento di Bot a 6 mesi fino a 7,5 miliardi di euro, mentre venerdì saranno offerti Btp a 5 e 10 anni e Ccteu quinquennali.
In seguito al collocamento lo spread tra il Btp benchmark italiano e il Bund tedesco tratta in calo sotto quota 180, attestandosi a 177 punti base contro i 182 della chiusura di ieri; in ribasso anche il rendimento, sceso al 3,34% dal 3,39% delle prime contrattazioni. Il differenziale fra Spagna e Germania viaggia indisturbato sui 173 centesimi, con il decennale iberico che prezza un rendimento del 3,3%.
L’agenda macroeconomica relativa all’Italia segna oggi i dati relativi alle vendite al dettaglio di gennaio e alla fiducia consumatori nel mese di marzo; il primo dei due indicatori è rimasto invariato su base mensile, mentre su base annua ha fatto registrare un calo dello 0,9%. In crescita, invece, l’indice relativo alla fiducia dei consumatori italiani, salito a 101,7 punti dai 97,7 di febbraio, battendo le previsioni del consenso; il valore registrato è sui massimi da giugno 2011 e rappresenta l'incremento più marcato su base mensile da aprile 2009.
Infine, dagli Stati Uniti sono giunti nuovi segnali positivi sul fronte della crescita, con l'indice pmi manifatturiero e dei servizi in rialzo nel mese di marzo a 55,8 punti; in crescita anche gli ordinativi di beni durevoli, che a febbraio hanno fatto registrare un +2,2%, sopra le attese degli analisti.