Il mercato obbligazionario core-periferia viaggia in parallelo, registrando un piccolo rimbalzo dopo l’accelerazione dei rendimenti della scorsa seduta. Avranno però grande importanza i dati sul mercato del lavoro Usa di domani: in un contesto tipicamente estivo di scambi ridotti, saranno le previsioni sui tassi americani a guidare il mercato nelle prossime settimane. Dopo i dati macro di oggi si osservano acquisti sul secondario, con il costo del finanziamento Bund decennale che si attesta in calo allo 0,705%, mentre il Btp 5 anni chiude allo 0,81%, il 10 anni all’1,87%, e il 30 anni al 2,93%. Gli spread non si muovono sul Btp/Bund a 116 pt e il Bonos/Bund a 126 pt. Il Btp biennale prosegue la discesa aggiornando il minimo allo 0,056%. La Banca d’Inghilterra conferma i tassi come da attese: il Comitato ha votato per lasciare invariato al minimo storico dello 0,5% il tasso chiave d’interesse, e proietta la prospettiva di rialzo a non prima di fine anno; il Gilt britannico a 10 anni reagisce in discesa segnando il -0,92% dopo il dato, e chiudendo in calo all’1,94%. Bene il Treasury americano che tratta ora al 2,24%, in ribasso sull’aumento (sebbene inferiore alle attese) delle richieste dei sussidi disoccupazione a 270.000. La mattinata è stata intensa sul primario: la Spagna ha collocato 1,87 mld di Bonos a 3 anni con rendimento massimo allo 0,35%, 1,74 mld di titoli a 5 anni allo 0,94% e 1,29 mld di Bonos decennali all’1,99%. La domanda riscontrata è stata solida con gli investitori che hanno apprezzato il basso prezzo dei bond iberici e i fondamentali solidi dell’economia di Madrid. Inoltre la Francia ha collocato quasi 5,5 mld di titoli su quattro scadenze a partire dal 2023. (riproduzione riservata)