I rendimenti dei bond europei si sono attestati ancora in calo, confermando la correlazione negativa con i listini azionari. Gli acquisti si sono concentrati sui titoli di stato dei Paesi core, mentre nel mercato è tornato a prevalere il clima di risk-off, con gli investitori che attendono le prossime mosse di politica monetaria delle banche centrali. Intanto il membro votante della Bce, Peter Praet ha dichiarato che il rischio di deflazione sia limitato, anche se il target d’inflazione fissato al 2% sarà un obiettivo difficile da raggiungere nel breve termine. Il banchiere, inoltre, ha specificato la volontà di voler intervenire con più strumenti, fissando l’attenzione anche sul taglio del tasso sui depositi. Il tasso del Bund decennale ha chiuso in ribasso allo 0,444%, mentre il rendimento del Btp a 10 anni si è attestato all’1,45%, per un differenziale con l’omologo tedesco a 110 pt. Sul fronte dei dati macro la massa monetaria M3 dell’Eurozona ha registrato un rialzo del 4,9% a settembre su base annuale, ma si è dimostrata in calo rispetto al consenso. Il Pil del Regno Unito, inoltre, è cresciuto dello 0,5%, contro un +0,7% del trimestre precedente, discostandosi dalle stime di un rallentamento previsto dello 0,6%; percentuali che lasciano intendere la conclusione del periodo di espansione che ha interessato il Paese. Il tasso del Gilt decennale ha chiuso così in lieve calo all’1,76%. Sul primario l'Olanda ha collocato 600 mln di euro di Dsl a 4 anni con un rendimento al -0,174% e 980 mln di Dsl a 18 anni con costo di finanziamento all'1,11%, mentre il Tesoro italiano ha piazzato Ctz a 2 anni con il rendimento che è sceso per la prima volta in negativo al -0,023% e con il bid-to-cover che si è attestato al 2,12. (riproduzione riservata)