TrendZegna tra le sabbie di Dubai
Mega evento nelle sale dell’Opera per la fashion house italiana, che sfila tra dune e alberi con un giardino segreto e che tornerà a Milano con lo show la prossima stagione. Il direttore creativo Alessandro Sartori immagina layering impalpabili, pelle stampata e giacche-camicia. Nell’aria la prima fragranza couture Il Conte, svelata ai top client

L’Oasi Zegna sembra apparire tra le sabbie del deserto, quelle che si vedono da lontano, fuori da Dubai accecata dal sole. La metropoli è diventata la nuova tappa di quel viaggio intrapreso dalla maison, che dopo Shanghai e New York ha porato qui la sua Villa Zegna, club esclusivo ed effimero destinato a top customer e friends of the house animato da talk e dove trovare oggetti speciali. Ad esempio quei pezzi sfilata che Alessandro Sartori, mente creativa di Zegna, ha scelto di far sfilare a Dubai con la collezione spring summer 2026, pronto però a ritornare a Milano con lo show la prossima stagione. Il maestoso edificio dell’Opera diventa la nuova Oasi Zegna, ospita la Villa con i suoi riferimenti al fondatore e svela il catwalk in un giardino segreto formato da sabbia, luce e silenzio tra gli alberi di Ghaf, simbolo nazionale degli Emirati Arabi Uniti.

Nell’aria un profumo speciale, quello de Il Conte, la prima fragranza couture del marchio. Una creazione esclusiva in edizione limitata e numerata in 300 esemplari creata appositamente per Villa Zegna dal maestro profumiere Fabrice Pellegrin, ora in pre-oredine per i vip client con consegna a settembre. Mentre la sua declinazione più accessibile nei negozi avverrà a inizio del prossimo anno. Ma l’avventura non finisce qui. Perché sta debuttando un nuovo tassello nel mondo retail, Salotto Zegna, concept lounge all’interno di alcuni negozi del brand dedicati a experience e possibilità di personalizzazione dei capi. Il primo è stato aperto nei giorni scorsi negli spazi al Skp di Pechino, il prossimo ora a Dubai, che rappresenta la punta dell’iceberg di un mercato in forte espansione, come ha raccontato Gildo Zegna, ceo del brand, che sta portando avanti il potenziamento della sua filiera con la prossima apertura di una fabbrica non per tessuti o abbigliamento ma per gli accessori a Parma. E che intanto va in scena davanti a amici come Mads Mikkelsen e Roman Coppola, svelando quella visione di layering che pervade la collezione.

«Tutto nasce da un’idea di stratificazione, di mescolare vecchio e nuovo», ha spiegato a MFF lo stesso Alessandro Sartori, che in 58 look racconta di abiti impalpabili in popeline di seta e di ibridazioni continue per dare nuovo brivido al menswear. Ecco giacche camicia come new shirt oversize e shetland estivo. Le tasche sono basse, le forme fluide ma con una costruzione dalla cura sartoriale per assicurare la vestibilità. «Metà dell’estetica arriva da chi immagina i capi, l’altra metà da chi li indossa, ogni look ha uno styling personale», ha continuato Sartori, «il dialogo con il cliente è fondamentale». Una relazione che si scalda con la palette che scopre dei rossi intensi e dei verdi che avvolgono abbinamenti nappa-nabuk a taglio vivo e pelle stampata e intagliata in un inedito pied de poule. Per quei completi broken suit da portare con sciarpine leather e quei mix lino e carta ricliclata per giacche responsabilmente grafiche. Fino a quella camicia-tabarro che diventa un nuovo passe partout su quella partitura speciale curata da James Blake.

Giudizio. Non solo show. Il viaggio di Zegna a Dubai conferma una visione molto solida che si completa di volta in volta aggiungendo nuovi elementi. Ma se non ci fosse un progetto consolidato alla base sarebbe come un gigante con i piedi d’argilla. Mentre qui la sabbia non è dangerous, accompagna felicemente quella dimensione vestimentaria che accende echi cinematografici tra eleganza e ricerca. Con quella semplicità apparente che invece è frutto di grande talento. (riproduzione riservata)
