TrendDolce&Gabbana sfila al Teatro antico tra folklore e nobiltà
Il marchio presenta l’Alta sartoria maschile sulle note della Cavalleria rusticana nel cuore di Taormina. In scena cappe ricamate, mantelli di velluto, cappotti di broccato con spille d’oro come medaglie appuntate e giacche da smoking di pizzo. Special guest è la star dei Mondiali di calcio Erling Haaland, oltre all’attore Theo James

Le strette strade che portano al Teatro antico di Taormina sono gremite di folla in attesa della star dei Mondiali di calcio 2026, Erling Haaland. È lui l’ospite speciale della serata dedicata all’Alta sartoria di Dolce&Gabbana. Un fan della casa di moda da anni, che in questi giorni ha catalizzato l’attenzione dopo la vittoria clamorosa della sua Norvegia sul Brasile. Quando arriva e si siede accanto a Theo James e a Michele Morrone, il tramonto illumina gli archi antichi dove va in scena una rappresentazione rivisitata della Cavalleria rusticana, omaggio alla Sicilia e al Dna del marchio di Domenico Dolce e Stefano Gabbana.

Il palcoscenico di trasforma in una piazza siciliana dell’800 dove realtà e rappresentazione si fondono tra figuranti intenti in mille faccende. Aprono la scena gli attori Giancarlo Commare e Cristiano Caccamo, in una sorta di tenzone che li porta a diventare guardiani della sortita di orgogliosi cavalieri. Che sfilano indossando cappe ricamate, mantelli di velluto, cappotti di broccato e giacche da smoking di pizzo con i pantaloni infilati in stivali da equitazione.
Il bianco e il nero dominano la scena illuminati dal bagliore dell’oro che conquista con la sua opulenza in un trionfo di broccati, spille come medaglie appuntate sul petto, velli e stratificazioni di pizzi. Nobiltà e tradizione popolare si confrontano faccia a faccia. Camicie bianche e gilet diventano elementi imprescindibili del guardaroba. Cartoline di Taormina si stagliano come decoro sui capospalla. Abiti bianchi, fiori, elementi in ferro battuto e i colori del carretto siciliano richiamano alla mente le immagini della processione pasquale, momento chiave della novella di Giovanni Verga, tradotta in opera da Pietro Mascagni.

Suonano le campane, si abbassano le luci e un odore di incenso si diffonde nell’aria. I devoti escono portando sulle spalle la statua del Redentore e anticipano l’uscita dei cento look che chiudono lo show.
Giudizio. Domenico Dolce e Stefano Gabbano giocano la partita dell’Alta sartoria sul terreno che a loro è più consono, quello della sicilianità e della tradizione italiana. In un mix riuscito tra sacro e profano, nobiltà e popolo, opulenza e tailoring pulito. Con un risultato che subito colpisce nel segno. (riproduzione riservata)
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