TrendLe sculture irriverenti di Jean Paul Gaultier
Debutto nella couture del brand di Puig per Duran Lantink. Tra dress che assomigliano ad architetture esplose di tulle, corsetti con gonne appese come impalcature e silhouette piumate. «Voglio mettere in discussione i capi d’abbigliamento», dice lo stilista

L’appuntamento è nella storica sede di rue Saint Martin, luogo d’elezione per celebrare il debutto di Duran Lantink nella couture di Jean Paul Gaultier. Una sala immacolata accoglie le creazioni scenografiche immaginate dal designer per la maison di Puig. Tra sprazzi di richiami al passato e fresca provocazione in chiave Lantink, mentre tra il pubblico il fondatore siede accanto a Teyana Taylor, Cardi B e Catherine Deneuve. Da un lato il famoso enfant terrible della moda e, dall’altro, il suo erede designato che ha già dimostrato con il ready to wear di non voler essere da meno in termini di provocazione.
Tra tecniche storiche che appartengono all’heritage della couture e sperimentazioni che potrebbero essere frutto dell’Ai. L’incipit è un coat nero sagomato, indossato da una modella con i capelli raccolti e un lunghissimo fiocco di velluto come decoro. Un’apparente tranquillità subito sovvertita dalla pura irriverenza di un dress con una sorta di gigantesco pennello piazzato sul busto. Un approccio graduale alla successiva esplosione di architetture di tessuto, protuberanze del corpo da cui fuoriescono metri di tulle, come un vulcano esploso, corsetti guêpière a cui sono appese impalcature che sostengono le gonne, busti deformati simili a protesi di plastica, come quella indossata dal modello Leon Dame, e sculture di piume.

«Voglio mettere in discussione il capo d’abbigliamento stesso», ha dichiarato Lantink, «spingerlo fino ai limiti estremi del suo potenziale scultoreo». Spesso le silhouette, viste frontalmente, sembrano innocenti ma, di profilo, si deformano in shape tubolari, interpretazioni del tema della storica fascinazione di Gaultier per il trompe-l’œil.
La provocazione passa anche dalla presentazione di una giacca di jeans, strutturata però come un corpetto couture e indossata con un paio di pantaloni capri, mentre la giacca da moto è decodificata e percorsa dalla scritta high protection, Una grande teca di vetro racchiudere un mazzo di fiori su uno degli ultimi look, gown degni di Maria Antonietta. Touch surrealista di uno show concepito per provocare che richiama.

Giudizio. Due enfants terribles della moda uniti da un’unica legacy. Il nuovo direttore creativo sposa con coraggio la causa di Jean Paul Gaultier, combinando il suo innato istinto provocatorio a una celebrazione del savoir-faire della maison. «La couture è ciò che rende possibile l’impossibile». Parola di Duran Lantink. (riproduzione riservata)
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