TrendIl boudoir di Armani privé
«Ho cercato di raccontare una sensualità diversa, intensa ma sempre misurata», spiega Silvana Armani, alla seconda prova couture. Pensando al rito di prepararsi e scegliere cosa indossare tra silhouette ammorbidite, che dalla giacca scivolano verso gown sontuosi con delicati motivi animalier e preziosi ricami

Le porte di Palazzo Armani a Parigi si schiudono al pubblico per accogliere gli invitati dello show haute couture di Armani privé. Cate Blanchett, Rosamund Pike, Li Bingbing e Laura Harrier tra gli altri sfilano sotto i flash dei fotografi per assistere alla seconda prova nell’alta moda firmata da Silvana Armani. Che, dopo aver raccolto gli applausi del debutto lo scorso gennaio, sceglie di dedicare la collezione fall-winter 2026/27 alle atmosfere del boudoir. Un luogo intimo, profondamente personale, in cui una donna può riflettere, concedersi del tempo, dedicandosi a se stessa. E dove il rito di prepararsi e scegliere cosa indossare diventa un modo per descrivere il proprio mondo interiore, per far emergere una parte di sé, più segreta, quasi come in un gioco.
Un privilegio prezioso che solo l’alta moda riesce a regalare. «Con questa collezione ho cercato di raccontare una sensualità diversa. Intensa ma sempre misurata», spiega Silvana Armani. «Pur sentendomi vicina ai capi da giorno e a un certo rigore di matrice maschile, mi interessa anche una femminilità fatta di ricercatezza, preziosità e movimento lento. C’è il piacere privato di scegliere un abito, indossarlo, di sentirlo proprio: un gesto intimo, mai ostentato». Una dimensione interiore che si traduce in un ammorbidimento delle silhouette, proseguendo nel processo di alleggerimento iniziato dalla designer con la prima collezione Armani privé.

Così le linee si fanno allo stesso tempo nette e sinuose, naturali e sperimentali, in un movimento che dalla giacca maschile arriva alla sontuosità scultorea dell’abito lungo, bagliori scintillanti si mescolano a velluti opachi, mentre il giorno e la sera si fondono in un tutt’uno. La palette di colori è intensa e spazia dai finti neri che sono in realtà un impasto denso e cangiante di verdi, marroni, amaranto e blu. A sorpresa, quasi come un azzardo nell’immaginario estetico della maison, motivi animalier emergono in modo delicato, sfumati e appena sussurrati, impreziositi da ricami.

«Le superfici degli abiti sono caratterizzate da applicazioni di pietre, colori e ricami che disegnano motivi maculati, tradizionalmente associati all’idea della donna che seduce e che sono presenti, seppure appena accennati, nell’immaginario Armani», ha proseguito la designer. «Ho voluto approfondire questo racconto, parlare di una femminilità consapevole e libera, ma sempre lineare e misurata. Il motivo animalier è sfumato, evocato, mai netto: metafora perfetta per raccontare una collezione nella quale tutto seduce sottilmente». Con un tocco femminile nella visione d’insieme che emerge e che subito conquista.

Giudizio. Mancano pochi giorni al compleanno di Giorgio Armani che l’11 luglio avrebbe compiuto 92 anni e la sua presenza resta viva più che mai nell’omaggio che ogni collezione del gruppo dà alla sua visione. Con il desiderio comunque di evolvere. «Credo che, quando una donna crea per altre donne, lo sguardo sulla seduzione sia naturalmente differente: personale, consapevole e sottile. La mia speranza è dare vita a qualcosa che lasci un ricordo in chi guarda», conclude Silvana Armani. L’applauso sentito del pubblico sembra proprio confermare questa visione. (riproduzione riservata)
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